Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

DISABILITÀ, RIVOLUZIONE CULTURALE SICILIANA CON LA CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ARS SANITÀ E SERVIZI SOCIALI

Liberi Insieme e Democrazia disabile chiedono l'inizio della rivoluzione culturale siciliana in materia di disabilità con la convocazione della Commissione Parlamentare ARS Sanità e Servizi Sociali. Al Presidente della VI Commissione Sanità e servizi Sociali ARS On. Giuseppe Di Giacomo, Al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana On. Giovanni Ardizzone, Al Presidente del Collegio dei Questori On. Francesco Rinaldi

Messina, 16 luglio 2014 - In passato più volte abbiamo avuto modo di intervenire su questo argomento per stigmatizzare il pressapochismo e la disinformazione con cui è stato affrontato un problema che per noi riveste una notevole importanza, ovvero l’inserimento dei disabili nel tessuto sociale e lavorativo dell’isola.
Apprendiamo da organi di stampa, la volontà del Governo Regionale di liquidare definitivamente l’IRIDAS, l’Istituto Regionale per l’integrazione dei disabili, nato con nobili obbiettivi e per un certo lasso di tempo centro d’eccellenza in materia, abbattuto dall’insensibilità politica regionale che ne ha mortificato attività e principi costitutivi.

Di contro a queste discutibili decisioni, l’obbligo di procedere in tutte le Istituzionali Comunali e Regionali, con la nomina del Garante per la disabilità, che per logica sarebbe e dovrebbe essere persona con esperienza diretta e che proviene dal mondo della disabilità, ma che rischia di trasformarsi nelle logiche politiche contemporanee, nell’ennesima forma di sottogoverno dove avvantaggiare e collocare amici o altro, in barba alle reali esigenze di integrazione e salvaguardia di un mondo che appare sempre più isolato ed abbandonato dalla Cosa Pubblica.

Tralasciando il metodo utilizzato finora, che ha visto occuparsi di disabilità persone che la disabilità la conoscono solo come definizione, più volte abbiamo chiesto come disabili e con i nostri rispettivi Movimenti politici, Liberi Insieme e Democrazia disabile, di essere direttamente coinvolti nelle decisioni del nostro Comune, Messina, che riguardano la categoria e più volte abbiamo dovuto ribadire anche sugli organi di stampa, l’assenza totale nelle scelte amministrative Comunali, dei più basilari principi di rispetto del cittadino contenuti nella Carta Europea e nella nostra Costituzione, quali democrazia e diritti all’uguaglianza ed alla mobilità, assistendo inermi a discriminatorie decisioni, come tra le tante, all'eliminazione degli stalli per i disabili, dovuta più a motivazioni economiche che a reali problemi di viabilità, senza alcuna verifica della persistenza dei requisiti che in passato hanno portato alla concessione delle autorizzazioni al parcheggio.

Il Comune di Messina in definitiva ha inteso fosse sufficiente eliminarli in modo indiscriminato, senza tenere in alcuna considerazione le condizioni di salute dei disabili a cui l'autorizzazione stessa era stata concessa.
Purtroppo di questi comportamenti per noi illegittimi e lesivi della dignità umana, se ne sente troppo spesso parlare, per l’assenza di regolamenti appositi nelle Amministrazioni Comunali siciliane e per la carenza culturale di Amministratori inadatti ed incapaci, che vedono nella nostra condizione solo una problematica o una tematica da dibattere esclusivamente nei momenti elettorali e non invece come una risorsa per lanciare quell’improcrastinabile processo di rivoluzione culturale che da troppo tempo attendiamo.

Per quanto sopra, chiediamo alle SS.VV. di poter essere convocati in VI Commissione Parlamentare ARS, competente in materia di sanità e servizi sociali, al fine di poter esporre le nostre proposte per l’integrazione dei disabili, che sicuramente nascendo dal disagio e dall’esperienza delle nostre personali condizioni, potranno essere da Voi accolte e sostenute per tentare definitivamente di adeguare anche la Sicilia, in materia di disabilità, al resto delle Regioni del nostro Paese e dell’intera Europa.

“La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive?
E’ una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di cultura e di immagine.”
Candido Cannavò

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