Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

GIOIOSA MAREA, OPERAZIONE ACQUE PULITE III: 6 AVVISI DI GARANZIA, SOTTO SEQUESTRO GLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE DI ZAPPARDINO E SAN GIORGIO

Le indagini hanno permesso di scoprire che l'impianto di depurazione di San Giorgio di Gioiosa, realizzato 20 anni fa, in effetti non è mai entrato in funzione. Il provvedimento cautelare è scattato a seguito delle risultanze investigative dei Commissariati di Capo d'Orlando e Patti e della Capitaneria che già nel 2013 avevano portato al sequestro di oltre 40 metri cubi di fanghi da depurazione lasciati in deposito incontrollato presso l'impianto di depurazione. 13 i capi d'imputazione contestati: dall'imbrattamento di acque marine all'omissione in atti d'ufficio. Contestato anche lo stoccaggio illecito di rifiuti speciali non pericolosi senza la prescritta autorizzazione per i fanghi da depurazione non smaltiti e depositati dentro l'impianto di depurazione di Zappardino di Gioiosa Marea




Gioiosa Marea (Me), 23/07/2014 - Ancora una volta, nel mirino dI Polizia di Stato e Capitaneria di Porto, le attività illecite nel settore della depurazione e della gestione dei rifiuti che mettono a grave rischio la salute dei cittadini e dell’ambiente. E’ scattata infatti oggi l’operazione Acque Pulite III che segue quelle del febbraio 2012 e del luglio 2013, grazie alle quali i depuratori di Piraino e di Capo d’Orlando sono attualmente sotto il controllo giudiziario per garantire il rispetto delle norme sugli scarichi, i trattamenti e la corretta gestione dei rifiuti, con ottimi risultati soprattutto presso l’impianto di Piraino che oggi scarica entro i limiti di legge e risulta l'impianto di depurazione più all'avanguardia.
 Con l’operazione di oggi, i Commissariati di Capo d’Orlando e di Patti e la Capitaneria di Porto, su disposizione del GIP del Tribunale di Patti dott. Ugo Domenico Molina e su richiesta del sostituto procuratore dott.ssa Rosanna Casabona della Procura della Repubblica di Patti, hanno provveduto alla notifica di sei avvisi di garanzia ad amministratori ed ex amministratori, dirigenti comunali e a due imprese coinvolte nella gestione dei depuratori nel comune di Gioiosa Marea, oltre a porre sotto sequestro preventivo i due impianti di depurazione dei reflui urbani di Zappardino e San Giorgio di Gioiosa Marea.

 Le indagini, mai interrotte, hanno permesso di scoprire che l'impianto di depurazione di San Giorgio di Gioiosa, sebbene realizzato vent'anni fa, non è mai entrato in funzione. Il provvedimento cautelare è scattato a seguito delle risultanze investigative dei Commissariati di Capo d'Orlando e Patti e della Capitaneria che già nel 2013 avevano portato al sequestro di oltre 40 metri cubi di fanghi da depurazione lasciati in deposito incontrollato presso l'impianto di depurazione. Sono tredici i capi d'imputazione contestati. Vanno dall'imbrattamento di acque marine all'omissione in atti d'ufficio per la procedura di autorizzazione allo scarico, fino allo scarico di reflui con parametri batteriologici superiori fino a 1100 volte superiori ai limiti previsti.

Contestato anche lo stoccaggio illecito di rifiuti speciali non pericolosi senza la prescritta autorizzazione per i fanghi da depurazione non smaltiti e depositati dentro l'impianto di depurazione di Zappardino di Gioiosa Marea. Il lavoro di Polizia e Capitaneria ha consentito di individuare un'attività illecita di smaltimento di rifiuti liquidi provenienti dalla pulizia della rete fognaria. I rifiuti venivano scaricati senza la prescritta comunicazione presso l'impianto di Zappardino, utilizzato di fatto come un impianto per lo smaltimento dei rifiuti liquidi, qualifica che necessita di una specifica autorizzazione.

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