Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

MUSUMECI: APPELLO PER L'ISTITUTO GRAMSCI E LA CULTURA CHE MUORE IN SICILIA

Palermo, 01/08/2014 - L'on. Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia all'Ars: "Mi sorprendo della sorpresa suscitata dalla mia difesa dell'Istituto Gramsci di Palermo. Sollecitare ieri sera in Aula il governo Crocetta a sostenere finanziariamente quell'Istituto, ormai a rischio chiusura, mi è sembrata la cosa più naturale e doverosa. Al quotidiano "la Repubblica", ad esempio, la mia iniziativa è sembrata "un paradosso". Perchè mai? Il Gramsci opera, da quarant'anni, in un'area culturale lontanissima dalla mia, ma nessuno può metterne in discussione il valore e la funzione svolta, anche per il pregio dei suoi archivi privati, per la ricchezza della sua biblioteca, per la qualità della collana di studi pubblicata. E' un patrimonio che appartiene a tutti, studiosi e cultori, al di là del credo politico e delle appartenenze partitiche di ciascuno. E per questo la Regione ha il dovere di salvaguardarlo dal pericolo di chiusura.

Con lo stesso spirito ho pure chiesto l'intervento della Regione a sostegno dell'Isspe, l'Istituto di studi politici ed economici, fondato trent'anni fa a Palermo dallo storico Giuseppe Tricoli. Un intellettuale di Destra, come è noto, il cui impegno culturale ha dato un impulso significativo al confronto libero delle idee e delle tesi, affinchè non prevalesse "il pensiero unico".

Ci si dovrebbe sorprendere, semmai, del fatto che la Regione Siciliana, guidata da un presidente definitosi "rivoluzionario", sia rimasta insensibile di fronte alla lenta ma inesorabile agonia delle nostre istituzioni culturali. Tutti abbiamo perciò il dovere di alzare la voce e denunciare anche questa amara verità!".

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