Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

TINDARI FESTIVAL: ‘CLATAJA’, PER DIRE TANGO, OTTIMA MUSICA E MOLTE ALTRE COSE

Tindari (Me), 18/08/2014 – Non ci sono arti magiche nella musica e nell’arte, ma forse intime, forse segrete? E nel ballo non c’è chi balla e chi ‘è ballato’. Il ballo è lotta corpo a corpo, speranza di soccombere per poi rinascere, rinnovati nell’anima e nello spirito. Bellissimamente spossati nel corpo, come spossa l’amore. Così non può che essere desiderabile cadere in combattimento, in una lotta corpo a corpo, alle note sanguinolente e tiepido-incandescenti di un tango, che fonde il freddo Pampero della Pampa e il Zonda, un vento caldo quanto lo scirocco del Mediterraneo, per ricordarci che la terra si nutre di ‘viento’ e di note straniere.

Così può servire un acronimo, Clataja, per dare un nome a un universo che si fa spettacolo nel... nome della musica classica, del tango e del jazz. Tango, comune denominatore di una guerra di ticchettii, di spazzole suonate sulla batteria come vento e schiuma; di contrabbasso petulante come la voce più sensuale e verbosa che vorremmo sentire per un'intera notte, quando si ama.

Tango, per ricordarci quanta storia d’uomini e di note si effonde in queste noti tindaritane, dove il luogo è magico se danzato sotto luci ingegnose.
Clataja: “L’idea nasce dal genio creativo ed espressivo di Gilda Buttà e Luca Pincini, rispettivamente pianoforte e violoncello, che hanno realizzato un progetto per abbattere i confini con il quale si cerca di etichettare e standardizzare un certo tipo di musica ed sono andati oltre ricreando l’essenza della musica vera”.

Gilda Buttà e Luca Pincini tornano a suonare a Tindari con due jazzisti di livello internazionale: Roberto Gatto (batteria) e Luca Bulgarelli (contrabbasso). E lo fanno con un repertorio di elevato contenuto musicale e artistico. Bravura, virtuosismo, tecnica. Nulla si sono fatti mancare questi splendidi musicisti, se a tutto questo hanno dato l’anima cui la musica buona non può rinunciare. Musica di sopravvivenza agli armistizi della vita quotidiana, quando l'artista crea e non avverte cosa sta accadendo a mille metri luce da noi, mentre si combattono guerre senza senso.

Quando più nobile sarebbe arrendersi ai violoncellisti, quanto più facile sarebbe cedere ai batteristi, quanto più logico sarebbe consegnarsi a mani alzate ai contrabbassisti. Quanto più soave sarebbe lasciare le chiavi della città a due eccelsi musicisti come Gilda Buttà e Luca Pincini, portatori di segreti musicali avvincenti, incarnati nella musica, custoditi nella cassetta di sicurezza del pianoforte di lei che rimane indissolubilmente legata alle colonne sonore di straconosciutissimi film; nel violoncello di lui che a Gilda ha legato la sua vita e la passione di straordinario violoncellista internazionale.
“Clataja è ricco di contaminazioni, è un incontro a metà strada tra il classico e il jazz. Un concerto inedito, ma sicuramente piacevole – afferma Gilda Buttà. Uno scontro tra generi diversi che mischia il classico arricchendolo dell’improvvisazione jazz. Ma c’è spazio anche per il tango e per l’improvvisazione”.

Tango, senza confini. Il ballo è l’anima, l’estetica è la danza. E qua, su questo antico luogo teatrale di Tindari, dove è d’obbligo tornare dopo 15 anni, Bach, Piazzolla, Gatto, Bulgarelli, Buttà o Pincini sono nomi che risuonano negli applausi lunghi e sinceri di un pubblico che almeno con la mente, ieri sera, ha tanto ballato.

Tango!

m.m.
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