Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

BARCELLONA P.G. E MONTALBANO: GLI ANZIANI ASPETTANO… UN ALTRO ANNO SCOLASTICO?

Sono passati ormai tre mesi dalla festa conclusiva della stagione 2013-2014 al Centro Distrettuale di Socializzazione per anziani di via San Teodoro, situato nella zona artigianale di Barcellona Pozzo di Gotto, che rientrava nella progettazione della legge 328/2000 e si rivolgeva, insieme al centro “gemello” di Montalbano, ad anziani autosufficienti del territorio distrettuale che va dal Mela all’Elicona
Barcellona Pozzo di Gotto, 20/09/2014 - L’équipe degli operatori aveva realizzato uno spettacolo di animazione sociale incentrato sul teatro e non solo, che, come consuetudine nei quasi sei anni di vita del Cds, aveva costituito l’ennesima occasione per finalizzare le varie attività preparate negli ultimi mesi e coinvolgere buona parte dei circa 200 iscritti al Centro stesso.

In concomitanza della scadenza del progetto, la rappresentazione teatrale messa in scena da operatori e frequentatori del centro, non a caso, si intitolava “Facciamo ancora Centro”, anche per sollecitare, nemmeno troppo velatamente, il prosieguo delle attività del Cds, ormai divenuto, per i tanti anziani del territorio di Barcellona (e altrettanto per quello di Montalbano) un punto di riferimento per un’aggregazione sociale nuova ed attiva.

Qui infatti gli anziani hanno avuto modo di dedicarsi a varie attività ricreative non solo legate ai tradizionali giochi di carte, ma spesso incentrate sulla manipolazione e sull’inventiva personale, sul ballo, sulla cucina, su gite ed escursioni (tutte attività che attirano anche le donne, a differenza di tanti altri centri: ecco perché il 65% dell’utenza è sempre stata femminile, con specifica presenza di coppie). Utilissimo, comunque, è sempre stato semplicemente il socializzare, per allontanare i peggiore nemici della terza età, cioè la solitudine e l’emarginazione, spesso anticamera di più specifici malesseri, psicologici e fisici.

La presenza del sindaco Maria Teresa Collica e dell’assessore ai Servizi Sociali Lina Panella, lo scorso 16 giugno, non è solo stata l’occasione per un saluto agli anziani e per ringraziare lo staff di animazione della cooperativa sociale “Utopia”, che fin dal suo inizio, nel 2008, ha gestito il servizio, ma soprattutto per dare a tutti l’attesa notizia del reperimento, tra le pieghe del bilancio, dei fondi necessari per la continuazione delle attività del progetto, fin da quando, si era detto, si sarebbero “riaperte le scuole”.

I tredici operatori, dunque, sono in questi giorni bersagliati dalle chiamate degli anziani desiderosi di vedere rispettata quella promessa. Finora, a scuole ormai da giorni riaperte, nulla di nuovo è accaduto: si attende ancora l’indizione del bando relativo all’assegnazione dell’appalto per la gestione del Centro. Ed inoltre sono in attesa i tredici operatori e le loro famiglie, senza lavoro dal 16 giugno, che chiedono all’amministrazione tutela e continuità lavorativa, e dunque risposte sui tempi di pubblicazione della nuova gara.
Sperando che la data della riapertura delle scuole di cui si parlò a giugno non fosse quello di un altro anno scolastico.

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