Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

SANITA’: IL TALLONE D'ACHILLE DELLA SICILIA E' IL FEMORE, SOLO IL 10% DELLE FRATTURE OPERATE ENTRO 2 GIORNI

Per il Codacons le differenze tra il nord e il sud Italia sul fronte dei servizi sanitari sono “inaccettabili”. Il Sud Italia è ancora in ritardo sugli standard minimi fissati dal Ministero. Le fratture di femore operate entro due giorni raggiungono quota 90% al Nord per scendere al 10% in Sicilia
21/10/2014 - Le differenze tra il nord e il sud Italia sul fronte dei servizi sanitari sono “inaccettabili” e danneggiano i cittadini residenti nelle regioni meno virtuose. Lo afferma il Codacons, commentando i risultati del Programma nazionale esiti 2014 di Agenas e Ministero della Salute.
Dal rapporto emerge come il Sud Italia, seppur in miglioramento, sia ancora in ritardo sugli standard minimi fissati dal Ministero – spiega l’associazione – ad esempio nelle regioni del Mezzogiorno i parti cesarei rappresentano il 40% del totale, toccando quota 50% in Campania, contro una media nazionale del 26%. Le fratture di femore sopra i 65 anni di età operate entro due giorni, altro indicatore utilizzato dal rapporto, raggiungono quota 90% al Nord per scendere al 10% in Sicilia.

“Differenze inaccettabili che creano cittadini di serie A e cittadini di serie B, pur essendo tutti gli utenti chiamati a contribuire al Servizio Sanitario Nazionale attraverso il pagamento delle tasse – denuncia il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Al contrario i cittadini dovrebbero finanziare la sanità italiana in modo proporzionale alla qualità e ai tempi dei servizi resi dalle strutture sanitarie del proprio territorio, in modo da non creare evidenti ingiustizie”.

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