Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

PAPA FRANCESCO A STRASBURGO: L'EUROPA DELLE BANCHE RISCOPRA L'ANIMA E LA DIGNITÀ

Francesco al Parlamento di Strasburgo: l'Europa riscopra la sua anima buona. Nei discorsi del Pontefice a Strasburgo una chiave di lettura della storia europea. L'Europa che riscopre la sua anima buona può essere “prezioso punto di riferimento per tutta l'umanità”. Lavoro, migrazioni, persecuzioni religiose, ma anche i rischi concreti per la democrazia. I Padri fondatori hanno pensato un'Europa su valori concreti: dignità dell'uomo, solidarietà, sussidiarietà

Strasburgo, 25/11/2014 - L’Europa è una “famiglia di popoli” chiamata a prendersi cura “della fragilità dei popoli e delle persone”, a lavorare per dare “dignità” all’uomo in quanto “persona” e non come “soggetto economico”. Sono alcuni dei concetti espressi questa mattina da Papa Francesco durante il suo intervento al Parlamento europeo di Strasburgo, sottolineati dagli applausi dei deputati riuniti in seduta solenne. Il Papa ha esortato a rifiutare la “cultura dello scarto” e quegli stili di vita di “un’opulenza ormai insostenibile” e “indifferente” specie verso i più poveri, e a creare le condizioni per il lavoro, la difesa della difendere famiglia e dell’ambiente. La cronaca di questa prima tappa di Francesco a Strasburgo nel servizio della nostra inviata, Fausta Speranza:

L'Europa che riscopre la sua anima buona può essere “prezioso punto di riferimento per tutta l'umanità”. Questo il cuore del messaggio di Papa Francesco che, a un'Europa che vede “nonna e meno vitale” ma anche “più ampia e influente del passato”, innanzitutto raccomanda di “riscoprire la dignità dell'uomo persona, e non solo cittadino o soggetto economico”. Dunque la prima denuncia: “L'essere umano ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo” che quando non lo ritiene più “funzionale” lo scarta. Vittima – sottolinea – di “stili di vita un po' egoisti, legati a un'opulenza non più sostenibile”. E pone l'accento sulle singole tematiche: lavoro, migrazioni, persecuzioni religiose, ma anche i rischi concreti per la democrazia. E la raccomandazione precisa: “Il Cristianesimo non è un pericolo”. In particolare, Francesco ricorda che i Padri fondatori hanno pensato un'Europa su valori concreti: dignità dell'uomo, solidarietà, sussidiarietà:

"Effettivamente quale dignità esiste quando manca la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero o di professare senza costrizione la propria fede religiosa? Quale dignità è possibile senza una cornice giuridica chiara, che limiti il dominio della forza e faccia prevalere la legge sulla tirannia del potere? Quale dignità può mai avere un uomo o una donna fatto oggetto di ogni genere di discriminazione? Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, che non ha il lavoro che lo unge di dignità?"

Il rispetto della dignità della persona passa attraverso il rispetto di diritti inalienabili e su questo loda quello che definisce “un impegno importante e ammirevole dell'Ue”. Ma mette in luce i rischi di un accento sbilanciato sui diritti individuali – e a braccio aggiunge “individualistici” – che dimenticano che l'uomo non è una monade:

"… ogni essere umano è legato a un contesto sociale, in cui i suoi diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della società stessa".

Il Papa chiede alla politica “di farsi carico del presente nella sua situazione più marginale e angosciante ed essere capace di ungerlo con dignità”. E spiega cosa significhi realmente parlare di dignità:

"... guardare all'uomo non come a un assoluto, ma come a un essere relazionale. Una delle malattie che vedo più diffuse oggi in Europa è la solitudine, propria di chi è privo di legami."

Giovani, poveri, migranti, crisi economica: è qui la radice della sfiducia “che – dice il Papa - è andata crescendo da parte dei cittadini”; nasce da tutto ciò “l'impressione generale di stanchezza e invecchiamento”. Dunque la denuncia forte di Papa Francesco:

"Si constata con rammarico un prevalere delle questioni tecniche ed economiche al centro del dibattito politico, a scapito di un autentico orientamento antropologico. L'essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo da utilizzare, così che - lo notiamo purtroppo spesso - quando la vita non è funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore, come nel caso dei malati, dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini uccisi prima di nascere".

(Da Radio Vaticana)

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