Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

#IOSCIOPEROPERILCONTRATTO, ANCHE A MESSINA LA MOBILITAZIONE CISL CON UN SIT-IN SOTTO LA PREFETTURA

“RINNOVO DEI CONTRATTI FERMI DA SEI ANNI, MA NON SOLO. SERVE UNA GRANDE RIORGANIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. LE PAROLE NON BASTANO PIÙ”
Milazzo, 1 dicembre 20
14 – Hanno incrociato le braccia anche a Messina, così come nelle principali città d’Italia i lavoratori dei servizi pubblici che da sei anni non hanno rinnovato il contratto di lavoro. Lo sciopero, organizzato dalla Cisl, con le parole di Annamaria Furlan, leader nazionale, ha impegnato dipendenti verso i quali l’ente pubblico è “un datore di lavoro inadempiente”.
“La Pubblica amministrazione – ha detto il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, è una grande infrastruttura che deve essere spunta dagli sprechi e riorganizzata in base ai servizi che i cittadini hanno bisogno. Serve, quindi, una ristrutturazione profonda, invece il governo nicchia ma soprattutto mortifica i lavoratori pubblici. Rivendichiamo, dunque, il rinnovo dei contratti e soprattutto una grande riorganizzazione della Pubblica Amministrazione”.

Le rivendicazioni della mobilitazione della Cisl sono per: il rinnovo dei contratti di lavoro di tutti i comparti, il rilancio della contrattazione integrativa, la riorganizzazione delle amministrazioni, dei corpi dello stato, l’innovazione vera nella scuola e nei servizi pubblici, certezze per i lavoratori precari e fine del dumping contrattuale nel privato certezze per i lavoratori dei servizi sociali.

A livello locale, invece, si rivendica chiarezza da parte delle amministrazioni locali messinesi sulla mancata stabilizzazione dei precari, sul mancato riordino dei servizi sociali della città e di tutti i distretti socio sanitari del territorio, la riorganizzazione della sanità messinese e la dismissione dei servizi pubblici locali, le inefficienze che portano ai ritardi del pagamento delle spettanze di tutti i lavoratori del pubblico impiego e delle società collegate al mondo dei servizi sociali e locali, il mancato riordino dei servizi giudiziari, la mancata definizione di compiti e funzioni del personale civile e militare degli Uffici del Ministero della Difesa.

Su queste le motivazioni si fonda la profesta delle Federazioni del Lavoro Pubblico della Cisl di Messina (Enti locali, Sanità, Ministeri, Scuola, Medici, Università, Lavoratori della Sicurezza, Ricerca) che aderiscono allo sciopero dell'1 di dicembre indetto a livello nazionale.

“Quello di oggi è un segnale forte per quello che da 6 anni viene negato. A livello locale si assiste dispersione di risorse a scapito dei lavoratori. Le parole non bastano più. Non è uno scontro, né una testimonianza – affermano Calogero Emanuele (Cisl Fp), Carmelo Cardillo (Cisl Scuola), Gianplacido De Luca (Cisl Medici), Maurizio Fallico (Cisl Università) e Maurizio Bombara (Fns Cisl) – ma una conferma della determinazione dei lavoratori dei servizi pubblici a non rinunciare all’obiettivo di liberare il Paese e i posti di lavoro dall’inefficienza organizzativa, dai tagli, dagli sprechi nella gestione, dalla mancanza di innovazione e di qualità che meritano le lavoratrici e i lavoratori”.

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