Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

VIADOTTO “SCORCIAVACCHE”, CIUCCI ASCOLTATO IN SENATO: “ERRORE GRAVE, MA NESSUN CROLLO”

Il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, ha tenuto oggi, 14 gennaio, un’audizione presso la 8ª Commissione (Lavori Pubblici, Comunicazioni) del Senato, sul tema del “Cedimento del viadotto Scorciavacche lungo la statale 121 “Catanese”. Ciucci ha ricostruito la vicenda a partire dalla chiusura del tratto stradale, avvenuta lo scorso 30 dicembre. Il Presidente dell’Anas ha ribadito che la decisione “ha impedito che l’evoluzione dell’anomalo cedimento del piano viabile potesse determinare un rischio per la circolazione”

Roma, 14 gennaio 2015 – Nel corso del suo intervento Ciucci ha descritto il progetto complessivo di ammodernamento dell’asse viario tra Palermo e Agrigento, che si compone della SS 121 “Catanese” e parte della SS 189 “della Valle del Platani”. Il Presidente dell’Anas si è quindi soffermato sul lotto 2 e, in particolare, sull’esecuzione della tratta costruttiva dal km 10+580 al km 12+400: il cosiddetto stralcio “Scorciavacche”, in cui è avvenuto il cedimento del rilevato di accesso al Viadotto Scorciavacche 2.

Errore grave, ma nessun viadotto è crollato
Ciucci ha ricostruito la vicenda a partire dalla chiusura del tratto stradale, avvenuta lo scorso 30 dicembre, quando è stato accertato un avvallamento anomalo nella zona di rilevato di accesso al viadotto. Il Presidente dell’Anas ha ribadito che la decisione, di cui è stata data immediata comunicazione all’utenza, “ha impedito che l’evoluzione dell’anomalo cedimento del piano viabile potesse determinare un rischio per la circolazione”.

“C'è stato un errore grave, un cedimento della rampa di accesso al viadotto”, ha affermato Ciucci, sottolineando che “non può verificarsi né dopo sette giorni né dopo sette anni né mai, ma non c'è stato nessun cedimento del viadotto, alcun crollo”. Inoltre, ha ribadito che il cedimento "potrebbe essere attribuito ad un errore del contraente generale in fase progettuale ovvero ad una non corretta esecuzione della fondazione del rilevato", precisando che “il movimento del rilavato è sostanzialmente verticale e potrebbe essere dovuto ad un cedimento del piano di posa dello stesso".

Gli accertamenti in corso
Ciucci si è quindi soffermato sugli accertamenti in corso, ricordandone le varie fasi fino alla richiesta fatta al Contraente Generale di procedere alla sostituzione del Direttore dei Lavori. L'Anas ha nominato una commissione di indagine già lo scorso 2 gennaio e, successivamente, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha disposto la nomina di una Commissione ispettiva, volta a verificare e analizzare le cause di quanto accaduto, "che opererà in stretta sinergia con la Commissione già nominata dall'Anas: l'attività delle due Commissioni – ha spiegato Ciucci – potrà completarsi non appena sarà consentito l'accesso al cantiere, che è stato posto sotto sequestro".
“Al termine dell’inchiesta e sulla base dei suoi risultati, – ha proseguito – l’Anas proporrà le necessarie azioni legali e procederà al recupero del danno subito, che, per quanto riguarda il ripristino dell’opera, allo stato attuale e da prime stime, sembrerebbe quantificabile in circa 200.000 euro, con un tempo di ripristino di poche settimane. Non resteranno pertanto oneri a carico del bilancio dell’Anas”.
Il Presidente dell’Anas ha poi aggiunto che “rimane impregiudicata in ogni caso la possibilità di ottenere il ristoro di ogni ulteriore danno subito dalla società, compreso quello di immagine".



MM

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