Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ACQUE: LA SICILIA UNICA REGIONE A NON AVERE UN PIANO DI GESTIONE DEI DISTRETTI IDROGRAFICI, A RISCHIO I FINANZIAMENTI DEL PSR 2014-2020

Palermo, 19/02/2015 - La Sicilia è l'unica regione d'Italia a non avere un piano di gestione idrografico, come prevede la direttiva europea 2000/60 che definisce a livello comunitario i principi generali di gestione e di protezione delle acque. Lo rilevano, in un'interpellanza urgente presentata all'Ars i parlamentari di Lista Musumeci Gino Ioppolo (primo firmatario), Nello Musumeci, Santi Formica. "E' inaccettabile che tra febbraio 2013 e aprile 2014 siano stati approvati e pubblicati, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, i piani di gestione di tutti i distretti idrografici d'Italia tranne quello della Sicilia, che non è stato ritenuto valido.

La nostra regione risulta essere così, essere l'unica a non avere ancora il suo strumento di programmazione - dicono i parlamentari. "E' un fatto grave - aggiungono - se si pensa che l'attuale mancanza di pianificazione imposta dalle direttive europee, non consentirà all'isola di finanziare gli investimenti a fini irrigui previsti dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, nè di potere usufruire, di fondi comunitari e nazionali".

"E' urgente dunque che la Regione si doti quanto prima di uno strumento che oltre a metterci in regola rispetto alle direttive Ue, è di grande supporto per l'economia, consente infatti l'utilizzo sostenibile delle risorse idriche, assicura la graduale riduzione dell'inquinamento delle acque sotterranee e contribuisce a mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità".


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