Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

GENI DI PALERMO IN MASCHERA DI CARNEVALE, MACABRA TROVATA DI UN ARTISTA

 La singolare e spettacolare protesta di un artista palermitano
Palermo, 17 febbraio 2015 - Maschere scarlatte sui volti dei Geni di Palermo. Sono comparse improvvisamente questa mattina all’alba sulle due statue di piazza Rivoluzione e della Vucciria. Inorriditi, sorpresi, increduli i palermitani di fronte al macabro travestimento dei due simboli della città. Uno scherzo del martedì grasso? No, l’urlo di un artista palermitano.
Con un “blitz” notturno, approfittando della notte che precede il martedì grasso, la fine del Carnevale, l’artista palermitano Frillo (all’anagrafe Antonio Nicolò Zito) ha fatto indossare ai due numi tutelari della città due maschere insanguinate. Scarlatte come il sangue. Le maschere delle morte.

A Carnevale ogni scherzo vale, ma i travestimenti dei due Geni non sono uno scherzo, sono il segno visibile e tangibile di una città che muore lentamente, che si spegne sotto i nostri occhi, così come le balate della Vucciria si sono asciugate di anno in anno. Un’installazione artistica che ha lo scopo di aprire gli occhi di chi la osserva. “È ora di scuoterci un po’ questa apatia di dosso – ha detto Frillo. – Voglio interagire con la città e voglio ripensare luoghi, gesti e azioni, per non cadere giorno dopo giorno in una cieca routine”.
Le maschere scarlatte, realizzate con cartapesta, stoffa e colla a caldo sono il momento conclusivo di un progetto che procede a ritroso, che avrà il suo culmine con una grande mostra nazionale che si volgerà a Palermo in cui saranno esposti sette travestimenti, sette Maschere appunto, raffiguranti i sette camuffamenti sotto cui, secondo l’artista, la città si nasconde, volente o nolente: la religione, la mafia, la munnizza, la giustizia, gli immigrati, la nobiltà e, infine, la morte.
Sulla suggestione del racconto “La maschera scarlatta” di Poe le maschere, quindi, diventano sette, sette come le stanze del castello nel racconto, e ciò che le identifica non è il colore ma il concetto. L'ultima è la maschera scarlatta, la maschera della morte – quella che ha vestito i due Geni di Palermo – “molto più che un concetto, uno stato di fatto”, spiega l’artista.
[PROFILO: Frillo, giovane designer palermitano, laureato in Lettere Moderne, è uno stilista con la passione per il riciclo.Per le sue creazioni utilizza materiali che nessuno usa più. Alcune Maschere del progetto sono state realizzate utilizzando la carta (pesta, naturalmente) dei cartelloni abusivi dei politici: raccolti dalla strada quando crollano sotto il peso degli strati e fatti rinascere con l'Arte]

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