Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LA SICILIA AI SICILIANI: CARO MINISTRO LUPI, NOI SICILIANI SIAMO FIERI DELLA NOSTRA IDENTITÀ

Associazione Culturale La Sicilia ai Siciliani
Messina, 16/02/2015 - Caro Ministro Lupi, noi cittadini siciliani siamo fieri della nostra identità e di vivere in un'isola. Ciononostante capirà che ogni tanto avvertiamo l'esigenza di recarci nel continente o di spostarci nelle città vicine. Comprendiamo che i governi nazionali che negli ultimi anni si sono susseguiti, nella ferma convinzione che la Sicilia sia un posto solare, ricco di storia e bellezza, abbiano voluto in tutti i modi scoraggiarci dal viaggiare
altrove. Abbiamo infatti assistito allo smantellamento graduale e inesorabile dei collegamenti, sia interni, che verso l'Italia, ferroviari, marittimi ed aerei. Già la situazione odierna ci fa dubitare che qualcuno abbia confuso il significato della parola "isolani" con "isolati":

• Le isole minori della Sicilia sono già state private di corse di aliscafi e traghetti di livello accettabile.
• Collegamenti ferroviari a gasolio e con tempi di percorrenza pari a quelli del periodo borbonico. Quattro ore per coprire i 100 km circa che separano Palermo da Trapani sono un tempo vergognoso.
• Riduzione e tagli di molti collegamenti aerei, tanto che oramai per giungere in molte principali città italiane si è costretti a fare scalo a Roma o Milano, con tempi di viaggio triplicati o peggio.
Comprenderà quindi la nostra paura di fronte agli ulteriori tagli paventati da RFI del servizio di traghettamento dello stretto di Messina e la soppressione degli ultimi treni a lunga percorrenza. Temiamo che le uniche possibilità di raggiungere la sponda calabrese siano a bordo di un di un canotto o semplicemente a nuoto.
Dovessero avverarsi i nostri timori ci sentiamo di suggerire che il prossimo aumento di 80 euro sia convertito per i siciliani in buoni per corsi di nuoto e acquisto di gommoni.


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