Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LA CORTE DEI CONTI BACCHETTA LA POLITICA SICILIANA 'DANNOSA' MA NON SI SALVA DA 'GRAVI ILLAZIONI'

Palermo, 28/02/2015 - Costi della politica bestiali, standard di spesa superiori a quelli di qualunque altro paese europeo. Rimborsi, vitalizi e indennità oggetto di diverse inchieste. La relazione del Procuratore regionale della Corte dei Conti, Giuseppe Aloisio, non è indulgente con la politica siciliana che sarebbe oltremodo spendacciona e sconsiderata, innalzando gli standard di spesa ben al di sopra degli altri paesi europei. Al centro della notizia 'criminis' sono rimborsi, indennità e vitalizi, oggetto di varie inchieste da parte della magistratura contabile siciliana, come l'ex Provincia di Catania e i gruppi parlamentari all'Ars: al presidente del Consiglio provinciale e ai consiglieri provinciali di Catania (non tutti) è stato contestato un danno erariale di circa 450 mila euro, dovuto a spese di missione e di funzionamento non compatibili con le esigenze istituzionali. Contestate forniture di giornali, libri e pubblicazioni non giudicati compatibili con le funzioni svolte dai consiglieri. Tra gli altri materiali incompatibili e spropositati nelle quantità acquistate figurano gadget e calendari, brochure e cancellerie varie.

Le assunzioni di personale nella pubblica amministrazione sono l'altra faccia delle 'accuse' ricolte alla politica siciliana dal Procuratore regionale della Corte dei Conti, Giuseppe Aloisio: pratiche condizionate da eccessi ed abusi in Sicilia; il "ricorrente spreco di risorse pubbliche" nelle procedure di assunzione di personale ma anche nel riconoscimento ingiustificato di qualifiche o livelli superiori ai dipendenti delle società partecipate dalla Regione.


Ed ancora, uso "non istituzionale" di denaro per circa un milione e 925.496 euro, soldi spesi per cene, regali e servizi personali; costi eccessivi della politica con consiglieri comunali di piccoli centri che si aumentano del 417 per cento il gettone di presenza,c on un danno di 650 mila euro circa o le commissioni consiliari di Agrigento, 'esemplare' a quanto pare nell'uso delle commissioni, servite per fare lievitare le indennità e i rimborsi di quasi tutti i consiglieri comunali.


Ma la politica non è la sola a finire nel mirino della Corte dei Conti siciliana. A finirvi, nei giorni scorsi, è stata proprio quest'ultima, per certe "illazioni particolarmente gravi e prive di ogni fondamento". Ecco in merito la nota emanata dalla Corte dei Conti il 26 febbraio scorso:

"Relativamente a quanto riportato in un articolo di stampa nel quale sono contenute alcune illazioni particolarmente gravi e prive di ogni fondamento nei confronti della Corte dei conti, l'Ufficio stampa precisa quanto segue.
La nomina del Procuratore Generale della Corte dei conti è disposta dal Consiglio di presidenza – a seguito di un’apposita procedura concorsuale – e formalizzata con un Decreto del Presidente della Repubblica, controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
Nello specifico, alla procedura concorsuale bandita dal Consiglio di presidenza il 17 dicembre 2014, hanno partecipato sette Presidenti di Sezione della Corte dei conti.
All’esito delle audizioni personali degli interessati e valutati i fascicoli e i curricula dei singoli candidati, il Consiglio di presidenza, nell’adunanza del 13-14 gennaio 2015, ha nominato, all’unanimità, Procuratore Generale della Corte dei conti il Presidente di Sezione dott. Martino Colella, peraltro già primo nella graduatoria parziale elaborata sulla base dell’anzianità di servizio e della professionalità specifica, in considerazione dell’elevatissimo spessore professionale e dell’indiscusso prestigio dello stesso."

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