Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MESSINA, LIBERI INSIEME: “LA PRESIDENTE BARRILE SEMPRE SCORRETTA CON I DISABILI MESSINESI”

Movimento Liberi Insieme: “Scarsa sensibilità per i disabili messinesi, l’anomala vicenda che ha visto come protagonista la Presidente del Consiglio Comunale di Messina la signora Emilia Barrile, multata per aver parcheggiato la propria autovettura in uno stallo per disabili dinanzi al Palacultura ove la stessa si era recata per partecipare ad una serata di beneficienza”
Messina 12/03/2015 - Ancora una volta il Movimento Liberi Insieme, da sempre vicino alla cittadinanza, è costretto ad intervenire in materia di scarsa sensibilità per il mondo dei disabili messinesi, ma questa volta non sulle disattenzioni dell’esecutivo Accorinti, ma bensì per l’anomala vicenda che ha visto come protagonista la Presidente del Consiglio Comunale di Messina la signora Emilia Barrile. Emilia Barrile è stata infatti multata per aver parcheggiato la propria autovettura in uno stallo per disabili dinanzi al Palacultura ove la stessa si era recata per partecipare ad una serata di beneficienza, provocando le ire e la segnalazione dell’accaduto da parte proprio di un disabile che, recatosi nel medesimo luogo, si rendeva conto di non poter parcheggiare il proprio mezzo “negli spazi loro spettanti”.

Ciò che stranisce maggiormente il nostro Movimento, non è tanto la dinamica della palese infrazione al codice della strada ed al più nobile codice di rispetto per la società civile, ma l’indignazione della Presidente del Consiglio comunale per il comportamento dei vigili urbani che, invece “ligi al dovere”, provvedevano a sanzionare l’autrice del misfatto, la quale, invece di chiedere umilmente scusa per l’accaduto al di là di ogni dinamica, protestava presso il Comando della Polizia municipale peloritana asserendo, secondo quanto riferito dai media, che la multa inflitta altro non era altro che una mera vendetta legata alle polemiche con il Comandante dei vigili urbani Calogero Ferlisi per la mancata presenza degli agenti durante le sedute del Consiglio Comunale.

Immaginate il caos e lo stato di assoluta mancanza di rispetto istituzionale si creerebbe in città, se ogni cittadino, onnipotente per il proprio ruolo non istituzionale ma in forza della propria residenza, al cospetto di una multa inveisse presso il comando municipale ipotizzando cospirazioni o altro, non memori dell’effettiva e giusta sanzione ottenuta per una palese inflazione.
Amareggia ulteriormente il nostro Movimento la palese mancanza di sensibilità della prima donna del Consiglio comunale messinese in materia di disabilità, premesso che, già in passato, la Barrile aveva snobbato le richieste di Liberi insieme e dei disabili messinesi sull’indizione di una seduta specifica proprio sulla questione degli stalli per i disabili e sulla vivibilità della nostra città per i meno fortunati.

Se si vuole veramente cambiare l’immagine della città di Messina, occorre prima di tutto cercare di partire dalle fondamenta e cambiare il nostro modo di essere e pensare, al di là del ruolo sociale ricoperto o altro. Educare e dare il proprio buon esempio è il primo e vero passo per abbattere le barriere architettoniche e renderci veramente tutti uguali!

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