
Messina, 28/02/2015 - E' morto ieri al Policlinico di Messina, dov'era stato trasferito d'urgenza dall'Utin dell'ospedale Umberto Primo di Siracusa, un bimbo neonato di appena 38 giorni, a quanto pare nato prematuro e con problemi respiratori presunti. Il legale dei genitori del bimbo, avvocato Dario Pastore, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania su quanto accaduto, che riaccende le polemiche (ancora in atto) dopo la morte di Nicole, la neonata morta a Ragusa per mancanza di posto in ospedale. La madre del neonato di 38 giorni morto ieri al Policlinico di Messina aveva avuto la rottura delle acque alla 24esima settimana di gestazione, lo scorso 19 gennaio a Bronte, in provincia di Catania, ma era stata trasferita all'Utin dell'ospedale Umberto Primo di Siracusa Siracusa perché nelle Utin di Catania non c'era posto.
Il decesso - come dicevamo - riapre il dibattito sulle carenze sanitarie in Sicilia e su quelle che rimangono in sospeso come le '
presunte' dimissioni dell'assessore regionale alla salute Lucia Borsellino, la quale smentisce di averlo fatto: "Non ho presentato le mie dimissioni, è stato un annuncio legato alla sensazione di delegittimazione: una decisione che mi riservo di assumere".
In effetti dopo le prese di posizione del Ministro alla salute Lucrezia Lorenzini, l'assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, presente alla
Leopolda siciliana, in corso di svolgimento a Palermo, torna sulle polemiche relative alla morte della piccola Nicole, il cui parto è avvenuto nella clinica privata Gibiino a Catania. La piccola Nicole sarebbe morta durante il trasporto in ambulanza all'ospedale di Ragusa per mancanza di posti nelle unità di terapia intensiva di tre ospedali di Catania.
La Borsellino rimane al lavoro malgrado il duro scontro col ministro Lorenzini, della quale l'assessore siciliano non ha gradito le parole, "perché c'è un attività ispettiva in corso e per un obbligo morale".
Lo scorso 19 febbraio, in una nota, il presidente della Regione, Rosario Crocetta comunicava che "non è assolutamente vero che la Regione siciliana non rispetterebbe i criteri di urgenza di assistenza (LEA). Chi dice ciò – ha affermato il presidente - o non è informato o mente sapendo di mentire. Da quando è assessore Lucia Borsellino, per la prima volta dopo tanti anni, la Regione ha superato, con un punteggio di 165, di ben cinque punti la valutazione sull'adempimento Lea e tale valutazione, viene fatta proprio dal Ministero della Salute. Si fa presente, tra l'altro, che tali Lea nel 2010 erano valutati con un punteggio di 109, lo sforzo che la Regione ha fatto è veramente notevole. Sono esterrefatto che una vicenda terribile, che ha lasciato sgomenti tutti i siciliani, l'assessore e me stesso, venga strumentalizzata per finalità politiche."
"L'assessore è impegnata in prima persona per fare chiarezza e giustizia sulla morte della piccola Nicole e, su questo fronte, non guarderemo in faccia nessuno. Troviamo veramente assurdo l'atteggiamento superficiale con il quale è stato trattato questo caso dai diversi operatori, sia pubblici che privati, però non vorremmo che a furia di attribuire le responsabilità al 'sistema' si finisca per non attenzionare le vere responsabilità. Il sistema – continua Crocetta - non è astrazione, è un'organizzazione precisa, dove esistono uomini e donne ed i loro comportamenti. L'assessore ha chiarito tutto dettagliatamente su come si è svolta la vicenda e soprattutto ha sottolineato il fatto che la piccola andava immediatamente portata al pronto soccorso, cosa che non è avvenuta. Così come ha detto con altrettanta chiarezza che le strutture pubbliche interpellate, sulla base degli standard decisi dall'assessorato, non potevano rifiutare assolutamente il ricovero della bambina. Sono vicino ora più che mai, a una persona, Lucia Borsellino, che mette tutta se tessa nella battaglia per garantire il diritto alla salute dei cittadini, eliminare gli interessi e il malaffare che per troppi anni si sono insediati all'interno della sanità siciliana. Abbiamo cominciato a colpire gli interessi illegali iniziato a dare un'organizzazione razionale a questo sistema."
Il 16 febbraio il presidente Crocetta aveva detto: "È assurdo che in tre ospedali di Catania, tra i più importanti del Sud Italia, non si sia trovato un posto letto e non si sia riusciti a liberarne uno vista la gravità della neonata. Sembra ci sia stato uno scaricabarile, assumeremo provvedimenti molto duri, a partire da domani. Chi ha sbagliato dovrà pagarla."
E il 13 febbraio l'assessore Lucia Borsellino, secondo fonti di stampa, era pronta a dimettersi. L'assessore alla Sanità della Regione siciliana Lucia Borsellino - in fatti - avrebbe manifestato l'intenzione di dimettersi. La decisione sarebbe da collegare alle polemiche legate alla morte della neonata morta in ambulanza dopo che a Catania non erano stati trovati posti in Unità di terapia intensiva prenatale.
In merito il presidente Crocetta aveva invitato l'assessore Borsellino a ripensarci: "Le sue dimissioni - ha detto il presidente della Regione Rosario Crocetta - sarebbero un grave danno per la Sicilia e per la Sanità della regione".
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