GRANDE GUERRA: SICILIANI IL MAGGIOR NUMERO DI CADUTI, VERITÀ E GIUSTIZIA

Il 24 maggio 2015 ricorre il centenario dell’entrata del regno d’italia nella prima guerra mondiale. La Sicilia subi’ in quella guerra il piu’ alto numero di soldati “caduti”, pur essendo, rispetto alle altre regioni, la piu’ lontana dal “fronte” dei combattimenti. Fu soltanto una coincidenza?
Palermo, 24/05/2015 - Nella ricorrenza del Centenario dell’entrata dell’ITALIA nella PRIMA GUERRA MONDIALE (24 MAGGIO 1915 – 4 NOVEMBRE 1918), gli Indipendentisti FNS chiedono Verità e Giustizia sulla “STRANEZZA” del fatto che la SICILIA ebbe, - in assoluto ed in percentuale, - il più alto numero di“CADUTI” (ben 65.000), pur essendo la Regione geograficamente più lontana dalle operazioni militari e dai combattimenti.
Va aggiunto che, nella tragica classifica dei morti, la Sicilia viene seguita dalla Sardegna e dalle Regioni che avevano costituito la parte continentale del soppresso REGNO DELLE DUE SICILIE.

La cultura ufficiale deve dare, in merito, risposte precise e documentate. Tantoppiù che i più grandi “VANTAGGI” di quella guerra li ebbero le INDUSTRIE del NORD-ITALIA, che moltiplicarono in modo incredibile le loro produzioni ed i loro guadagni.

E’ doverosa, tuttavia, una puntualizzazione. Noi, Indipendentisti FNS, siamo orgogliosi del valore, non disgiunto da umanità, che i NOSTRI SOLDATI hanno dimostrato sia nella Prima Guerra Mondiale, sia in tutte le altre Guerre che, anche se non condivise, sono stati chiamati a combattere, dopo l’annessione, per conto dello Stato italiano. Siamo altrettanto orgogliosi dei Soldati Siciliani e Meridionali che “oggi” (anche questa volta più numerosi di gran lunga rispetto a quelli di altre Regioni e ne conosciamo i motivi …..) partecipano alle missioni umanitarie e alle missioni di Pace in diverse parti del Mondo. O che, comunque, con identico spirito, sono in servizio nelle Forze Armate Italiane, alle quali è dedicata la ricorrenza del 4 NOVEMBRE (Vittoria di VITTORIO VENETO) di ogni anno. Ognuno di loro, infatti, mantiene comunque la propria identità e quei principi di Civiltà e di Umanità che sono specifici, rispettivamente, del Popolo Siciliano, del Popolo Sardo e dei Popoli tutti della parte continentale dell’Ex Regno delle Due Sicilie.

Ci sia consentito, infine, di ricordare a noi stessi che il rispetto dei Diritti, soprattutto il rispetto dei Diritti Fondamentali, non si implora, né se ne delega ad altri l’applicazione. A maggior ragione, tale rispetto non si può “delegare” a quanti hanno l’interesse di soffocare quei Diritti e tutti gli altri …..
E’ un “rispetto” che si deve pretendere e conquistare, con metodi democratici e non violenti. Ma con coraggio, con determinazione, con continuità e con consapevolezza. E certamente anche nell’ambito di un progetto più ampio di riscatto e di rinascita.

Giuseppe SCIANO’

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