Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

LA STRAGE DI CAPACI: 23 ANNI VENIVA UCCISO IL GIUDICE FALCONE, LA MEMORIA E I TESTIMONI

22/05/2015 - "Voci del Mattino", la trasmissione che dalle 6.05 alle 8.00 apre la programmazione di Radio1 Rai, il 22 maggio sarà dedicata all'anniversario della strage di Capaci. Paolo Salerno proporrà le interviste alle vedove di due degli agenti della scorta di Giovanni Falcone, Vito Schifani e Antonio Montinaro, e avrà come ospiti Alfredo Morvillo, magistrato e fratello della moglie di Falcone, e Carla Del Ponte, ex magistrato svizzero, che collaborò con Falcone e insieme a lui sfuggì all'attentato dell'Addaura. Con Lorenzo Baldo, vicedirettore di "Antimafiaduemila", farà il punto inoltre sulle vicende giudiziarie che in questi 23 anni hanno seguito la strage.

Il 23 maggio 1992 sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, in territorio di Isola delle Femmine, a pochi chilometri dall'aeroporto di Palermo e dalla stessa città l'attentato mafioso nel quale persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Gli unici sopravvissuti furono Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e Giuseppe Costanza. La strage di Capaci fu un attentato compiuto con inusitata ferocia da Cosa Nostra, che aveva progettato e deciso la morte di Giovanni Falcone nel corso di riunioni segrete delle "Commissioni" regionale e provinciale.

Tra settembre e dicembre 1991 il boss dei boss Salvatore Riina, riunitosi nei pressi di Castelvetrano assieme a Matteo Messina Denaro, Vincenzo Sinacori, Mariano Agate, Salvatore Biondino e i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, vennero decisi gli attentati contro il giudice Falcone, l'allora ministro Claudio Martelli e il presentatore televisivo Maurizio Costanzo. In seguito alla sentenza della Cassazione che confermava gli ergastoli del Maxiprocesso (30 gennaio 1992), la "Commissione provinciale" di Cosa Nostra decise di dare inizio agli attentati, con l' uso di kalashnikov, fucili e revolver; qualche tempo dopo però Riina fece tornare il gruppo di fuoco perché voleva che l’attentato a Falcone fosse eseguito in Sicilia adoperando l'esplosivo.

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