Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MILAZZO, GLI STUDENTI CELEBRANO IL 9 MAGGIO FESTA DELL’UNIONE EUROPEA

L’evento conclude un progetto che li vede protagonisti di un Parlamento di giovani
05/05/2015 - Gli studenti dell’istituto d’istruzione superiore G.B. Impallomeni di Milazzo celebrano il 9 maggio, festa dell’Unione Europea, con un convegno che si terrà alle 10,30 nell’aula magna di Via Risorgimento. Tema della tavola rotonda è il “2015 anno europeo dello sviluppo” - Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro. L’evento conclude il progetto “Noi Parlamento”, finanziato dalla Regione Siciliana, che ha consentito a cento alunni di cimentarsi in un esperimento di esercizio diretto della democrazia, dando vita ad un parlamento di studenti. Ospiti della giornata celebrativa il presidente del parlamento siciliano Giovanni Ardizzone, il procuratore della repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, Francesco Massaro e il responsabile della Europe Direct di Catania, Davide Crimi. A coordinare i lavori sarà Riccardo Presti, presidente del parlamento dei giovani ed al tavolo dei relatori siederanno le maggiori cariche istituzionali degli studenti.

Dopo avere approvato un regolamento e un sistema elettorale proporzionale, gli studenti hanno eletto un vero parlamento, affiancato da cinque commissioni che si occupano di: ambiente, territorio e qualità della vita; scuola, formazione e lavoro; sport e tempo libero; cittadinanza attiva; integrazione. Il parlamento opera con un esecutivo composto da un premier, un vicepremier e dai ministri. A redigere i verbali c’è una studentessa segretaria. Della comunicazione si occupa una studentessa nominata addetto stampa. La popolazione studentesca assiste alle sedute con possibilità di intervento in aula. Attraverso laboratori di approfondimento i ragazzi si confrontano sui temi della legalità, coniugati con le esigenze quotidiane dei cittadini, con uno sguardo all’Europa, come opportunità di formazione e lavoro. I risultati delle deliberazioni parlamentari sono pubblicati sul sito appositamente costituito e saranno trasmessi alle istituzioni degli adulti come proposte concrete per una gestione partecipata della cosa pubblica.

Grazie al progetto, gli studenti sono stati ospiti del presidente dell’assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone ed hanno simulato una vera seduta parlamentare. Il progetto è stato realizzato in partenariato con Sicilmed, centro di informazione europea di Palermo e con i suoi esperti Fabrizio Cavallaro e Maurizio Mattaliano. Ha collaborato come esperto e comunicatore europeo anche la giornalista Mariella Di Giovanni. L’iniziativa fortemente voluta dal dirigente scolastico Caterina Nicosia, ha avuto come referenti le docenti Gina Campagna e Tonia Bonfanti. Tra gli ultimi atti parlamentari c’è la risoluzione del 20 aprile scorso sulla tragedia dei migranti annegati nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorso.

Con la risoluzione il parlamento dei giovani chiede, tra l’altro, una cooperazione più ampia da parte della Comunità Internazionale e delle istituzioni UE e ONU sia durante la fase di soccorso, che di accoglienza e smistamento secondo criteri economicamente e socialmente sostenibili, in maniera proporzionata al PIL e alla popolazione di ogni Stato. La risoluzione adottata in due lingue sarà trasmessa a Bruxelles.

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