Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CARA DI MINEO. SOTTOSANTI (FDI-AN) RISPONDE AL SOTTOSEGRETARIO MANZIONE: “IL SUO MINISTERO NON HA ALCUNA RESPONSABILITÀ?”

Mineo, 18 giugno 2015 - «E’ incredibile con quanta sfacciataggine si manifesti la pretesa di impunità da parte del Pd anche sul caso del Cara di Mineo. D'altronde non ci si poteva aspettare nulla di diverso da un partito garantista solo con i propri uomini, quello per intenderci che non applica la legge Severino nel caso di Vincenzo De Luca in Campania o che non chiede le dimissioni di Ignazio Marino a Roma dopo che gran parte della sua Giunta è stata travolta dallo scandalo di Mafia Capitale. Adesso a giocare allo scaricabarile è il sottosegretario dell’Interno Manzione, che ha minimizzato la situazione del Cara sostenendo che sarebbe tutta colpa di poche mele marce da isolare. Innanzitutto vorremmo capire a chi si riferisce, visto che ad oggi nessun politico coinvolto nelle indagini, o che faceva semplicemente parte di organi di gestione del Cara, ha ritenuto opportuno doversi dimettere né è stato sospeso dai propri incarichi. In secondo luogo, il suo Ministero che elargiva fondi al Cara non ha nulla da rimproverarsi? Non ha alcuna responsabilità oggettiva, politica o di controllo? Ha ragione Manzione nel dire che la magistratura farà il suo lavoro, ma sostenere che questo aiuterà l’attuale governo a fare pulizia contro i cattivi mi pare un po’ azzardato: chi fa parte del sistema non può ergersi a paladino della legalità. Anche perché proprio ieri il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, in audizione alla commissione parlamentare Antimafia, ha parlato di “pezzi dello Stato” coinvolti nell’inchiesta. Il Pd non tenti quindi di ripulirsi la coscienza e di appropriarsi dei meriti dei magistrati. Capisca, piuttosto, che garantismo non deve essere sinonimo di impunità, né da un punto di vista legale né tantomeno morale e politico».

Lo dichiara Giordano Sottosanti, dirigente calatino e membro dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia-An.

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