Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

EMERGENZA PROVINCE, IL SALONE DEGLI SPECCHI INVASO DA LAVORATORI

"E la politica ragiona ancora con i se e con i ma. Messina rischia di perdere servizi e personale"
Messina, 13 giugno 2015 - La Rsu della Provincia Regionale, con una massiccia partecipazione dei lavoratori, ha chiamato al tavolo delle trattative la deputazione nazionale e regionale per portarli ad una assunzione di responsabilità vera e seria sul destino delle Provincie siciliane e soprattutto sul destino dei lavoratori a tempo indeterminato e determinato che tra un mese rischiano di non poter percepire gli stipendi e peggio ancora di perdere il posto di lavoro. Oltre al Commissario straordinario Filippo Romano, erano presenti gli onorevoli D'Alia, Garofalo, Panarello, Rinaldi, mentre i sindacati erano rappresentanti dai segretari generali delle Federazioni del Pubblico Impiego.

Rsu, sindacati e lavoratori intervenuti hanno detto a chiare lettere che non bisogna perdere tempo e bisogna passare ai fatti dando risposte concrete. Deve essere chiarito il grande equivoco che nasce dalla legge di stabilità che ritiene completato il processo di trasferimenti di funzioni e personale ma di fatto non avviato. Così è vanificato il processo di riordino previsto dalla legge sulle provincie ed è compromessa l'erogazione dei servizi e dei livelli occupazionali. A questo si aggiunge che in tre anni è stato operato un taglio dei trasferimenti di oltre il 50%, permanendo gli stessi servizi da erogare e il personale.
Per i sindacati, la partita bisogna giocarla sul tavolo regionale ma anche su quello nazionale. La Regione passi subito all'approvazione della Legge di riforma delle ex Provincie regionali, lo Stato intervenga con correttivi alla legge di stabilità 2015 e riconosca ciò che è dovuto per legge e per statuto alle provincie senza nascondere, i due governi, i veri sprechi che si continuano a perpetrare in altri settori della Pubblica Amministrazione. Lo stesso decreto legge Enti Locali, pur se approvato, non da ancora contezza e certezza di quali spiragli si aprono per servizi e dipendenti delle Provincie. Bisogna aspettare di leggere la stesura definitiva ma intanto il tempo scorre inesorabilmente e perciò dalle parole bisogna passare ai fatti.

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