Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

EMERGENZA PROVINCE, IL SALONE DEGLI SPECCHI INVASO DA LAVORATORI

"E la politica ragiona ancora con i se e con i ma. Messina rischia di perdere servizi e personale"
Messina, 13 giugno 2015 - La Rsu della Provincia Regionale, con una massiccia partecipazione dei lavoratori, ha chiamato al tavolo delle trattative la deputazione nazionale e regionale per portarli ad una assunzione di responsabilità vera e seria sul destino delle Provincie siciliane e soprattutto sul destino dei lavoratori a tempo indeterminato e determinato che tra un mese rischiano di non poter percepire gli stipendi e peggio ancora di perdere il posto di lavoro. Oltre al Commissario straordinario Filippo Romano, erano presenti gli onorevoli D'Alia, Garofalo, Panarello, Rinaldi, mentre i sindacati erano rappresentanti dai segretari generali delle Federazioni del Pubblico Impiego.

Rsu, sindacati e lavoratori intervenuti hanno detto a chiare lettere che non bisogna perdere tempo e bisogna passare ai fatti dando risposte concrete. Deve essere chiarito il grande equivoco che nasce dalla legge di stabilità che ritiene completato il processo di trasferimenti di funzioni e personale ma di fatto non avviato. Così è vanificato il processo di riordino previsto dalla legge sulle provincie ed è compromessa l'erogazione dei servizi e dei livelli occupazionali. A questo si aggiunge che in tre anni è stato operato un taglio dei trasferimenti di oltre il 50%, permanendo gli stessi servizi da erogare e il personale.
Per i sindacati, la partita bisogna giocarla sul tavolo regionale ma anche su quello nazionale. La Regione passi subito all'approvazione della Legge di riforma delle ex Provincie regionali, lo Stato intervenga con correttivi alla legge di stabilità 2015 e riconosca ciò che è dovuto per legge e per statuto alle provincie senza nascondere, i due governi, i veri sprechi che si continuano a perpetrare in altri settori della Pubblica Amministrazione. Lo stesso decreto legge Enti Locali, pur se approvato, non da ancora contezza e certezza di quali spiragli si aprono per servizi e dipendenti delle Provincie. Bisogna aspettare di leggere la stesura definitiva ma intanto il tempo scorre inesorabilmente e perciò dalle parole bisogna passare ai fatti.

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