1° Maggio: «Festa del Lavoro», la filastrocca di Mimmo Mòllica

1° Maggio Festa del lavoro. La «Filastrocca del Lavoro» di Mimmo Mòllica racconta in versi e strofe questa importante ricorrenza. E noi la proponiamo a grandi e piccini per celebrare la «Festa del Lavoro e dei Lavoratori».  «Filastrocca del lavoro» di Mimmo Mòllica   Caro babbo che cos’è il lavoro? dei bambini domandano in coro a un papà stanco e pure affannato, dal lavoro appena tornato. Ed il babbo risponde a fatica «serve a vivere, è una regola antica». Ed aggiunge: «… ed inoltre, sapete il lavoro è passione, è volontà e decoro». «E che cosa vuol dire decoro?», ribatterono subito loro. «È nell’opera di un falegname, è Van Gogh, è in un vaso di rame». «È Geppetto e il suo pezzo di legno, è Pinocchio, è Collodi e il suo ingegno, è donare qualcosa di noi senza credersi dei supereroi». «È costruire un gran bel grattacielo, è Gesù quando spiega il Vangelo, compiacersi di quello che fai, è dolersene se non ce l’hai!». Però un tipo iniziò a blaterare: «È pagare la gente per non lavorare, s

PUBBLICO IMPIEGO: ”IN ATTESA DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE IL GOVERNO TIENE FERMI I CONTRATTI"

PA, Cgil Cisl Uil: "Il governo continua a nascondersi. Aspettiamo la corte, ma è l'esecutivo che tiene fermi i contratti". I sindacati confermano e rilanciano la mobilitazione, a partire dalle tre grandi assemblee con gli Rsu : "serve un altro datore di lavoro pubblico"

Roma, 4 giugno 2015 - "Milioni di lavoratori pubblici si aspettano giustizia dalla sentenza della Corte costituzionale, ma sanno benissimo che è il governo a tenere fermi i contratti", Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili - segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa - intervengono con forza sulla questione del blocco contrattuale dopo che l'avvocatura dello stato ha diramato oggi "cifre paradossali e che lasciano più di qualche dubbio sull'uso strumentale" in merito al costo presunto di una restituzione degli aumenti negati ai dipendenti pubblici.

“La verità è che questo governo è un pessimo datore di lavoro. Pessimo per come continua a negare la contrattazione, economica e normativa, pessimo per una riforma che non innova e non riorganizza, pessimo perché non investe un euro in valorizzazione delle competenze", affondano i quattro segretari. “E per di più è un governo che si nasconde non solo dietro gli annunci a cui ci ha abituato e alle scuse per una spesa pubblica che non sa fermare, ma oggi anche dietro ai numeri dell'avvocatura, incompatibili con quelle che lo stesso governo ha inserito nei vari def”.

“Per questo lanceremo una grande mobilitazione: tre grandi assemblee con tutti gli Rsu eletti a marzo. Cioè con la stragrande maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori, scelti con una partecipazione al voto che la politica ormai si sogna”, proseguono i sindacalisti. "Dalle assemblee uscirà la nostra piattaforma nazionale e quelle di settore, per spiegare al governo come si possono rinnovare i contratti”.

“Vogliamo rinnovare tutti i contratti bloccati, cambiando il modo di gestire e organizzare i servizi pubblici. Staremo a vedere se il governo si dimostrerà all'altezza di chi ogni giorno lavora a servizio del paese”, concludono.

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