Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

A VILLA PICCOLO IL LIBRO DI MARIA ANTONIETTA FERRALORO “TOMASI DI LAMPEDUSA E I LUOGHI DEL GATTOPARDO”

Sabato 1 agosto a Villa Piccolo si presenta il libro di Maria Antonietta Ferraloro “Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo”
CAPO D’ORLANDO, 31/07/2015 – Si presenta sabato 1 agosto, alle 18,30, a Villa Piccolo (Strada Statale 113, km. 109) Capo d'Orlando, il libro “Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo” (Pacini editore) di Maria Antonietta Ferraloro. Intervengono Francesco Musolino, Salvatore Savoia e Alberto Samonà. L’incontro è promosso dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella nell’ambito del ciclo “Le porte del Sacro – Ingressi di Paesaggi 2015”. Ingresso libero.

Nell’estate del 1943 Giuseppe Tomasi di Lampedusa giunse da sfollato a Ficarra, accompagnato dalla madre e dalla moglie. Vi sarebbe rimasto poco più di tre mesi. Considerato sino ad ora una semplice tappa di passaggio nella vita dello scrittore, il soggiorno nel borgo dei Nebrodi costituisce, invece, un momento ben identificabile della sua biografia e occupa un piccolo ma riconoscibile spazio nel grande affresco del Gattopardo. Tomasi se ne servì, com’era sua consuetudine, al pari di un seme narrativo. Il libro ricostruisce quel soggiorno e, soprattutto, lo riconsegna al particolare contesto storico di riferimento – un lasso di tempo cruciale per le sorti dell’Italia e della guerra – e compie un viaggio testuale dentro le più profonde strutture narrative, concettuali, cronotopiche di un classico tra i più amati, interrogandosi sui rapporti tra territorio e immaginario, tra storia e letteratura e sull’imperscrutabile mistero dell’arte.

Maria Antonietta Ferraloro è nata a Messina e vive ad Acireale. Ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti in numerosi concorsi letterari, sia di narrativa che di poesia. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati dal settimanale Bella, o si trovano nei volumi Poeti e scrittori allo specchio; Scritti nebroidei – Piccola antologia di autori contemporanei; Racconti ed epistole del Premio Arquà Petrarca.

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