Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

GRECIA: IL PROGRAMMA DELL’UE VA RIFORMATTATO PER NON AFFOSSARE LA SICILIA

Palermo, 6 luglio 2015 - “Il progetto originario dell’Unione Europea è fallito; occorre ridisegnare un nuovo modello sociale ed economico, in cui la politica torni a governare, il popolo ad essere sovrano ed i diritti umani sanciti dalla costituzione ad essere il perno del programma politico. Anche alla luce dei risultati del referendum greco, è questo l’unico modo perché l’Italia e la Sicilia non siano affossate dalle attuali logiche egoiste”. Ad affermarlo è la consigliera comunale Federica Aluzzo, traendo spunto dagli orientamenti venuti fuori dall’incontro nazionale che si è svolto nelle scorse settimane a Palermo, sul tema "Nuovi scenari e modelli economici per il Mediterraneo e per l'Europa", organizzato da Movimento 139 ed Economia funzionale MMT, su proposta della stessa consigliera Aluzzo e Rosanna Maniscalco.

A confrontarsi sulla necessità di un nuovo modello economico, erano stati nomi delle istituzioni, della politica e del mondo universitario, come il Sindaco Leoluca Orlando, il deputato ormai ex-Pd, Stefano Fassina, l’economista Nino Galloni, i docenti Gaetano Armao e Massimo Costa.
Unanime la rivendicazione di un’Europa più umana e la constatazione che il progetto che stava alla base dell’Unione Europea è fallito; questa eurozona, come dice il nome stesso, risulta unita solo da una moneta unica che non poggia su alcuna unione politica, come stanno dimostrando le scelte scellerate riguardo ai migranti. A questo proposito, Leoluca Orlando ha affermato come si stia assistendo ad un vero e proprio genocidio! “L’Europa dovrebbe rimettere al centro del suo programma politico il rispetto dei diritti umani; per questo è nata la carta di Palermo – ha spiegato - occorre fare rete tra i Sindaci della Sicilia che sono il primo baluardo dei cittadini, per rilanciare l’economia reale del territorio”.
Concordi tutti nella possibilità di creare una moneta “baratto” o fiduciaria, o certificati di credito fiscali così come proposto dal professor Massimo Costa che, ai sensi dei trattati europei, non fanno debito e permettono di non pagare le tasse; occorrono secondo Galloni, bilanci paralleli della pubblica amministrazione che permettano di creare questo ulteriore circuito di moneta, così come già sta succedendo in Grecia. I lacci imposti dall’UE con l’euro, che è una moneta presa in prestito che lo Stato deve restituire con gli interessi, e con i trattati che hanno imposto ad es. il pareggio di bilancio in costituzione, che non permette di immettere liquidità nel sistema e quindi fare investimenti, hanno scatenato una vera e propria guerra senza armi. Uno degli obiettivi che ci hanno fatto appassionare all’UE è stata la PACE che ne sarebbe scaturita, ma come si fa a parlare di pace quando per la disperazione a causa della crisi in Grecia dal 2011 si sono suicidate ben 10.000 persone? Non è forse un massacro “pacifico” questo?
Secondo Stefano Fassina, “le politiche mercantilistiche, basate cioè sulle esportazioni, che stanno alla base dell’UE non sono sostenibili. Le riforme sono solo un modo ipocrita per dire svalutazione e precarizzazione del lavoro, mortificazione dei sindacati in nome della competitività. Il bello è che il messaggio che si vuole fare passare è che la medicina è giusta, sono gli Stati riottosi che non la vogliono applicare!

E in questa situazione il Mezzogiorno d’Italia, come ricordato da Armao, sta soffrendo particolarmente, è abbandonato dal governo. L’integrazione con l’Africa potrebbe aiutare e la Sicilia in questo farebbe da cerniera tra l’Italia e l’Africa. Galloni ha fatto notare che l’uscita dall’euro sarebbe una condizione necessaria ma non sufficiente; l’Italia dovrebbe ritornare a prima dell’81, prima cioè del divorzio tra Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia. Tutti i relatori concordano sul fatto che bisogna ridisegnare un nuovo modello sociale che parta dalla creatività, dallo sviluppo dei talenti, dalla crescita spirituale e dalla buona politica, la cui conseguenza sarebbe lo sviluppo economico. Mettere al centro i diritti significa non permettere la strage d innocenti che sta avvenendo nel Mediterraneo, difendere il lavoro, avere una buona scuola, una sanità che funziona, avere garantiti i servizi essenziali.

Infatti l’attacco che viene dall’UE è al welfare. Il modello da applicare, non capitalista, dovrebbe partire dallo sviluppo locale con massimizzazione della produzione che significa piena occupazione per soddisfare in primis la domanda interna ed esportare solo l’eccedenza. Ma se si sogna una nuova società bisogna anche prepararsi e trovare gli strumenti e le tecnologie adeguate per realizzarla. Siamo pronti? Mi auguro che questa crisi economica serva a far risvegliare le coscienze; a comprendere che il denaro è uno strumento, non il fine della vita. Dalla vittoria di Syriza in Grecia, Podemos in Spagna e degli altri movimenti dell’eurozona, si capisce che qualcosa sta già cambiando, che il Dio moneta comincia a perdere presa e che siamo nella giusta direzione di un ribaltamento radicale dei valori. Sarebbe meglio che chi pensa di comandare questo paese, quando in realtà è comandato dalle logiche della grande finanza a discapito dei cittadini, se ne rendesse conto.

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