Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

IMMIGRAZIONE POZZALLO, FORZA NUOVA: "IL TURISMO CONDANNATO ALL'ESTINZIONE"

Forza Nuova Sicilia, Segreteria regionale: “Siamo d’accordo con Vardè solo su un fatto – interviene Giuseppe Provenzale, vicesegretario nazionale e responsabile di FN in Sicilia, anch’egli a Pozzallo lo scorso 28 giugno – non si tratta più, e da tempo, di emergenza: gli sbarchi sono ormai la norma, aumentando la spesa pubblica e condannando il comparto turistico all’estinzione”
Palermo, 3 luglio 2015 - Gravissime le recenti dichiarazioni del Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè: “Il business della gestione dei flussi è un business molto importante …” ha detto, infatti, il più alto rappresentante dello Stato in provincia, nell’annunciare l’imminente apertura di 18 nuove strutture: “L’immigrazione dà un apporto economico molto importante, probabilmente il più importante, ma per il comune di Pozzallo e non per l’intera provincia”, ha argomentato, perorando la causa dell’allargamento dell’ affare che rende più della droga all’intero territorio ibleo, già comunque gravato, e non solo a Pozzallo, dall’incidenza del fenomeno.

Ma, a pochi giorni dal partecipato corteo che ha visto anche la presenza del suo segretario nazionale, Roberto Fiore, Forza Nuova non ci sta: “Le parole di Vardè – afferma Maria Borgia, coordinatrice del Movimento nel ragusano – ci dicono che il Re è nudo! Il nuovo modo di fare business per gli Enti Pubblici, rimpinguando le casse di alcune cooperative, amiche dei soliti noti, non viene neanche più celato dalla favoletta dell’accoglienza per ragioni umanitarie. Il Prefetto scarica sindaco e Comune di Pozzallo, il cui Centro lui stesso definiva fino a poco tempo fa ‘fiore all’occhiello e simbolo di solidarietà’, e candida l’intera provincia a farsi carico di 1.200 ospiti, non certo desiderati dai cittadini che, come è facile immaginare, diventeranno ben presto svariate migliaia, aumentando i profitti del business e, con essi, le problematiche di un intero territorio”.

“Siamo d’accordo con Vardè solo su un fatto – interviene Giuseppe Provenzale, vicesegretario nazionale e responsabile di FN in Sicilia, anch’egli a Pozzallo lo scorso 28 giugno – non si tratta più, e da tempo, di emergenza: gli sbarchi sono ormai la norma; è inconcepibile, però, che lo Stato lanci il messaggio – a cui certamente saranno particolarmente sensibili le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani – che essi debbano aumentare, quando già la situazione è insostenibile, aumentando la spesa pubblica e condannando il comparto turistico all’estinzione”.

“Sono troppi i cattivi pensieri che le affermazioni di Vardè richiamano alla mente, sembra che il Prefetto non consideri affatto le ricadute drammatiche che l’immigrazione, così apertamente incentivata, potrebbe avere né l’insofferenza e il grave affanno degli operatori della sicurezza e del lavoro.
Stiamo valutando – conclude il dirigente nazionale di Forza Nuova – la possibilità di organizzare quanto prima, a Ragusa, una nostra manifestazione nazionale, siamo gli unici in grado di dare voce all’insofferenza degli italiani verso il vero e proprio razzismo che le istituzioni mostrano quotidianamente nei loro confronti e lottare contro le discriminazioni ai danni del nostro popolo è per noi un dovere”.


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