Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CINA: SVALUTARE LA PROPRIA MONETA PER CONTINUARE A VIVERE

L’Italia, inglobata nell'Europa dominata da Germania e Francia, ha seguito la linea della stabilità della moneta con la fittizia inflazione bassa. Gli inglesi non si sono fatti fregare perché hanno rispetto per se stessi e orgoglio nazionale

26 agosto 2015 - Il governo cinese per sostenere l'economia del Paese ha deciso di svalutare la propria moneta, per sostenere l'esportazione. Hanno fatto la cosa più naturale che si possa fare in situazione di emergenza, quando non sono sufficienti gli aggiustatori automatici (naturali, che riequilibrano i fattori in gioco). Ciò che hanno fatto i governanti cinesi è un esempio di naturale strategia per poter continuare a vivere (esistere economicamente).
Per fare questo inizia il gioco sottile delle parti all'interno del Paese, se prevale il criterio della crescita e del benessere diffuso (grosso modo si fa come hanno fatto in Cina, scontentando magari alcuni detentori di capitali “magari caduti dal cielo”).

Per fare un confronto con il nostro Paese, l’Italia, inglobata nell'Europa dominata da Germania e Francia ha seguito la linea della stabilità della moneta con la fittizia inflazione bassa, quindi gli stipendi mantengono il fittizio potere d'acquisto (gli inglesi non si sono fatti fregare perché hanno rispetto per se stessi e orgoglio nazionale) .
Risultato, per mantenere questa stabilità apparente, entrando nel sistema Europeo, nell'arco di 14 anni hanno distrutto:

1. Il sistema produttivo nazionale, (esempio: se qualche impresa tentasse di produrre qualcosa di ciò che è possibile produrre nel nostro paese, non troverebbe a chi venderlo in quanto la distribuzione in Italia è in mano ai grandi gruppi che si forniscono nei paesi a moneta debole (“vedi Studi di Settore”, argomento a cui si rimanda per una più semplice comprensione).
2. La ricchezza sotto forma di risparmi liquidità (depositi bancari) che le famiglie detenevano.
3. La ricchezza sotto forma catastale (la casa bene rifugio per sè e per i figli (questo punto merita un approfondimento). Qui si tenta un piccolo chiarimento. Lo Stato avendo distrutto il sistema produttivo, non essendoci più reddito prodotto da sottoporre a tassazione, quindi gioco forza hanno aggredito i piccoli patrimoni.

A chiarimento e supporto del presente documento si veda sulla mia pagina Facebook: EUROPA DELLE BANCHE, PERCHÉ IL SISTEMA EUROPEO NON PUÒ FUNZIONARE.

dott. Francesco Caizzone

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