Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

RICERCA: SCOPERTA A PALERMO LA MOLECOLA CHE “ACCENDE” IL DNA

Il team di ricercatori dell’Istituto Dulbecco all’Università degli Studi di Palermo, guidato da Davide Corona, “cervello” rientrato dagli USA, ha scoperto e osservato per la prima volta al mondo la molecola che, attivando i geni del DNA, permette alle cellule di riprodursi mantenendo intatte le loro caratteristiche. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Plos Genetics, apre prospettive per una migliore conoscenza e la cura di malattie genetiche rare e di alcune forme di cancro

Roma, 21 agosto 2015 – Il team di ricercatori dell’Istituto Dulbecco al Dipartimento Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF) dell’Università degli Studi di Palermo, ha osservato e spiegato per la prima volta al mondo il meccanismo che permette alle
nostre cellule di riprodursi correttamente, mantenendo intatte le caratteristiche essenziali del tessuto biologico a cui appartengono. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Plos Genetics.

Il team guidato da Davide Corona, “cervello” rientrato in Italia, dopo le esperienze in Germania e Stati Uniti, e composto da Maria Cristina Onorati e Walter Arancio, prime firme della ricerca, ha scoperto che una specifica molecola genetica, l’RNA non codificante, è il “telecomando” che programma le cellule per divenire un tipo particolare di tessuto e svolgere le loro specifiche funzioni.

Ogni cellula del nostro corpo conserva nel suo nucleo tutto il DNA e quindi, quando si duplica,
potrebbe generare qualsiasi tipo di tessuto: una cellula del cuore, ad esempio, potrebbe produrre
una cellula del fegato. Ciò, tuttavia, non accade mai negli organismi sani e tutte le cellule
continuano correttamente a svolgere le funzioni della cellula da cui derivano.
Gli scienziati di tutto il mondo da tempo osservano questo fenomeno, ma il merito del team di
ricercatori di Palermo è aver capito e dimostrato che ciò avviene grazie a una particolare molecola,
l’RNA non codificante che, prodotto dal DNA della cellula madre, comunica al DNA della cellula
“figlia” di “accendere” specifici geni e non altri, sviluppandosi così con specifiche
caratteristiche e funzioni, ovvero quelle corrette per la salute dell’organismo.

Il coordinatore del progetto di ricerca, Davide Corona, biologo dell’Istituto Dulbecco e dello STEBICEF all’Università di Palermo, spiega: “Proprio il cattivo funzionamento del meccanismo biologico che abbiamo osservato è alla base di diverse malattie genetiche rare e di alcune forme di cancro. Per questo, uno degli sviluppi più interessanti di questa scoperta, anche se si tratta di una prospettiva a lungo termine, è la possibilità di intervenire nell'attività di una cellula che non funziona a dovere: non solo imporre a una cellula di un tessuto di produrne una di un altro, se necessario, ma, per esempio, imporre a una cellula tumorale di generarne una sana”.

I ricercatori hanno lavorato sulle cellule del moscerino della frutta (Drosophila melanogaster), molto utilizzato negli
studi genetici vista la grande somiglianza tra il suo patrimonio genetico e quello degli umani.
Il team di Davide Corona per la prima volta al mondo è riuscito a spiegare uno dei processi
biologici più osservati e misteriosi, la fedele lettura e trasmissione delle informazioni presenti
nel DNA da una cellula madre alle cellule figlie.
Ogni cellula conserva nel suo nucleo tutto il DNA, ovvero l’insieme delle istruzioni genetiche

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