Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MINICAR A MESSINA: SOSTA A PAGAMENTO, ENNESIMO APPELLO ALL'ASSESSORE CACCIOLA


Se l'amministratore non dovesse dare seguito concreto alle posizioni rassicuranti espresse in risposta all'interrogazione presentata dalla consigliera Faranda nei mesi scorsi, il comitato annuncia una class action che coinvolgerà i molti cittadini costretti a pagare multe quotidiane ritenute illegittime. La nota della presidente del comitato cittadino "29Dicembre", dottoressa Patrizia Midiri, circa la questione dei parcheggi per minicar e le problematiche legate ala sosta di queste negli stalli a pagamento

Messina, 24/09/2015 - Il comitato, dopo aver più volte e in vari modi sollevato la questione con i referenti istituzionali competenti, lancia l'ennesimo appello all'assessore Gaetano Cacciola, dal quale attende una risposta in tempi brevi. Se l'amministratore non dovesse dare seguito concreto alle posizioni rassicuranti espresse in risposta all'interrogazione presentata dalla consigliera Faranda nei mesi scorsi, il comitato annuncia una class action che coinvolgerà i molti cittadini costretti a pagare multe quotidiane ritenute illegittime.

"Questa situazione sta diventando intollerabile e al limite dell'assurdo!", così la presidentessa del comitato cittadino 29 dicembre, dottoressa Patrizia Midiri, commenta la mancanza di stalli per motocicli in alcuni punti ztl della città; mancanza che è responsabile dell'impossibilità dei proprietari di minicar residenti in suddette zone di parcheggiare il proprio mezzo.

"Di fatti, grazie ad un'interrogazione della consigliera Faranda, l'assessore competente avrebbe disposto che questi mezzi, pur essendo a quattro ruote, possano essere parcheggiati gratuitamente negli stalli riservati ai motocicli ma questi ultimi mancano in alcuni punti. Fermo restando che, spesso, anche laddove le minicar siano posteggiate nei predetti spazi per motorini, la Polizia Municipale rileva verbali ai proprietari. Peraltro, tutto considerato, non di rado, i minori (perché spessissimo loro sono i fruitori delle minicar) sono costretti a parcheggiare il proprio mezzo nei posteggi a pagamento, con la conseguenza che quotidianamente, gli ausiliari rilevano contravvenzioni per sosta sprovvista di ticket. Com'è noto, le minicar, equiparate in tutto e per tutto ai motocicli, non possono beneficiare di pass residenti che, invece, sono riservati alle automobili. Pertanto i residenti del centro che possiedono suddetti mezzi hanno solo due possibilità: o pagare ogni giorno gratta e sosta per tenere il proprio mezzo sotto casa, o in alternativa, venire subissati di multe la cui importanza grava in modo importante sui budget familiari.

Ad ora, nonostante le numerose segnalazioni che anche la sottoscritta ha portato avanti con gli agenti di Polizia Municipale, i dirigenti, lo stesso assessore e gli ausiliari del traffico, la situazione è rimasta invariata nella più assoluta indifferenza dell'amministratore, al quale basterebbe emanare una disposizione ufficiale che colmasse la lacuna esistente.
Non agire in tal senso", prosegue la dottoressa Midiri, "è un comportamento grave poiché dimostra come il cittadino non trovi nell'istituzione alcuna forma di interfaccia, rendendo sempre maggiore il divario tra il Palazzo e la città nonché il malcontento sempre crescente. Non è corretto che cittadini onesti, contribuenti puntuali-nonostante i disservizi-debbano accettare tali soprusi. Per tanto ci auguriamo che l'assessore Cacciola provveda a mettere una toppa a questa situazione nel minor tempo possibile o il nostro comitato si farà promotore di una class action che, a questo punto, resta l'unica strada percorribile per gli utenti".

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