Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

RETE STUDENTI: "INACCETTABILE MANCANZA DI FONDI PER SPESE DI FUNZIONAMENTO IN SICILIA"

23/09/2015 - Apprendiamo in queste ore, tramite mezzo stampa, della vicenda che riguarda le spese di funzionamento per gli Istituti scolastici siciliani. Se con l'arrivo della Buona Scuola speravamo (almeno) di vedere incrementati i fondi per le spese di funzionamento (materiale quale carta da fotocopie, toner, sapone, cancelleria, carta igienica etc.) a livello regionale, speravamo male. Il ministero ha comunicato di voler incrementare le risorse, stanziando fondi in tutte le regioni; eccetto che in Sicilia, dove lo stanziamento di questi fondi è competenza esclusiva della Regione. Dichiara Andrea Manerchia, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Sicilia: " È pazzesco pensare che in un momento del genere, con la regione Sicilia praticamente in default economico, il MIUR decide di escludere la Regione Sicilia dall'erogazione di fondi a livello Ministeriale, ignorando praticamente la condizione economica in cui versa la regione, sapendo perfettamente dell'impossibilità di adempiere a questo compito."

Ancora una volta la Sicilia rischia di rimanere il fanalino di coda dell'Istruzione pubblica in Italia, lasciando come unica soluzione a problemi di questo tipo l'organizzazione autonoma di studenti, genitori e personale scolastico, che in molte realtà, già da tempo, si tassano per poter permettere la vivibilità e il funzionamento dei servizi minimi degli Istituti. Molti altri Istituti, invece, sono costretti a spendere l'intera somma ricavata dal contributo volontario (ormai richiesto in molto scuole come fosse una tassa obbligatoria) nell'acquisto di materiali minimi, se non per pagare l'assicurazione per gli studenti. È necessario che il Ministero cambi rotta e decida di seguire anche in Sicilia il percorso seguito in tutte le altre regioni d'Italia.

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