Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

CROCETTA COME MARINO: "LA SICILIA CROLLA E IL GOVERNATORE VA ALL'ESTERO PER “IMPEGNI ISTITUZIONALI”

Le OO.SS. della dirigenza medica siciliana (AAROI-EMAC, ANAAO-ASSOMED, CIMO e CGIL FP MEDICI) compatte all’unisono, denunciano la totale assenza di responsabilità da parte del Governatore siciliano Rosario Crocetta che, analogamente a Ignazio Marino, con un piede dentro e l’altro fuori dal Campidoglio, non si occupa delle questioni veramente importanti e urgenti della Sicilia, ma al contrario, scappa all’estero per “impegni istituzionali”

30/10/2015 - Così, mentre la Sicilia è piegata in ginocchio, toccando il suolo come non mai, in cui tutte le leggi regionali più importanti sono state bocciate dal Governo nazionale; con un bilancio ancora non chiuso per il più grave deficit della storia della Regione; con il Servizio Sanitario Regionale bloccato dalle critiche ministeriali e il Governo regionale azzerato al 90% dal Governatore in attesa del mitico “quarto rimpasto”, il presidente della Regione attraversa il Canale di Sicilia e va in Tunisia per “impegni istituzionali”.

Le OO.SS. della dirigenza medica, raccogliendo lo stato di grande agitazione e scoramento che pervade il mondo della sanità pubblica, con aziende ospedaliere e territoriali bloccate in attesa che si completi il percorso amministrativo di ratifica e approvazione degli atti aziendali e della rimodulazione delle dotazione organiche da parte dell’assessorato regionale alla Sanità,

DENUNCIANO

 l’attuale vuoto amministrativo creato da un Governo “azzerato”, che rende impossibile la tempestiva approvazione degli atti di indirizzo in tema di sanità e di pubblica amministrazione;
 il grave stato di impasse del Servizio Sanitario Regionale, che si sostanzia in una riduzione dell’attività di “triage” presso i Pronto Soccorso, nell’insufficiente attivazione delle reti assistenziali tempo-dipendenti (infarto, trauma. ictus, etc.) e dei Punti Nascita, nell’insopportabile allungamento delle liste di attesa per prestazioni strumentali, nella difficoltosa attività delle strutture territoriali, in tema di riabilitazione, assistenza alle cronicità e programmi di prevenzione;
 lo scadere a breve degli incarichi temporanei del personale medico e sanitario, con gravissime ripercussioni sui livelli assistenziali alla popolazione;
 il conferimento, spesso incontrollato, di incarichi professionali, in larghissima parte non motivati, da parte delle direzioni aziendali, con consumo di risorse, pur in presenza di professionalità interne alle aziende sanitarie;

COMUNICANO

 che, in assenza di tempestiva azione del Governo regionale che sia strumentale a un’immediata ripresa e definizione dei percorsi legislativi e amministrativi per una definitiva approvazione della rete ospedaliera e per l’implementazione dell’assistenza territoriale, coinvolgendo anche le rappresentanze dei cittadini e dei pazienti, dando voce allo scoramento che pervade le corsie ospedaliere e le strutture territoriali, attueranno forti iniziative, non esclusa la protesta di fronte ai palazzi delle istituzioni regionali.

La prima delle conseguenze sarà che i precari della sanità che finora hanno garantito i LEA (livelli essenziali di assistenza), perderanno il loro posto, con un ulteriore allungamento delle liste di attesa per ricoveri ed esami strumentali: questo è uno spaccato della Sicilia di oggi.

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