Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

IL BORGO ARABO DI MONFORTE SAN GIORGIO, UN GIOIELLO DA TUTELARE

Monforte S. Giorgio, 25 ottobre 2015 - Un raro esempio di borgo arabo è stato identificato e studiato di recente da Guglielmo Scoglio, responsabile dei progetti della “Cyber Community” di Monforte San Giorgio. Grazie al fatto che era abitato dalle famiglie più potenti del paese, il borgo si è salvato dalla distruzione che ha caratterizzato molti edifici del centro peloritano, tra cui il castello, l’antico ospedale e il palazzo baronale. Costruita tra il 965 e il 1061 quando il territorio era sottomesso ai Musulmani, la cittadella non possedeva muri perimetrali esterni, ma le abitazioni addossate le une alle altre formavano un fronte edilizio compatto che costituiva un efficace sistema difensivo. Le porte d’ingresso delle abitazioni erano all’interno del borgo mentre davano verso l’esterno solo porte chiudibili e piccole feritoie utili per la difesa.
Il borgo si componeva di una parte pubblica dove era posto il suq (mercato), i magazzini e la moschea, di cui ci rimane un’antica meridiana verticale che reca incise nella pietra tufacea le ore per la preghiera. A questa zona si accedeva da ampie ed alte porte che secondo le prescrizioni islamiche dovevano consentire il passaggio di due cammelli a pieno carico; di esse ce ne rimane una, quella che conduce alla piazza principale di Monforte. Della parte privata, riservata agli abitanti del borgo ci sono rimaste tutte le quattro porte di accesso, più basse poiché dovevano consentire solo il passaggio a piedi degli abitanti, contadini ed artigiani.

In questo borgo, nel maggio 1061 furono accolti festosamente i liberatori normanni guidati dai fratelli Ruggero e Roberto d’Altavilla. Essi, provenienti da Rometta passarono da Monforte diretti a Tripi dove si fermarono per la notte. Le fasi dell’arrivo dei normanni ci sono state tramandate dalla Katabba, il tradizionale concerto di campane e tamburo che viene suonata dalla torre campanaria della Chiesa di Sant’Agata ogni anno dal 17 gennaio al 5 febbraio e che termina con festosi rintocchi che esprimono il tripudio dei cittadini per l’avvenuta liberazione.
Questo antico borgo è un gioiello da tutelare e far conoscere con un’accorta azione promozionale.

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