Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

IL BORGO ARABO DI MONFORTE SAN GIORGIO, UN GIOIELLO DA TUTELARE

Monforte S. Giorgio, 25 ottobre 2015 - Un raro esempio di borgo arabo è stato identificato e studiato di recente da Guglielmo Scoglio, responsabile dei progetti della “Cyber Community” di Monforte San Giorgio. Grazie al fatto che era abitato dalle famiglie più potenti del paese, il borgo si è salvato dalla distruzione che ha caratterizzato molti edifici del centro peloritano, tra cui il castello, l’antico ospedale e il palazzo baronale. Costruita tra il 965 e il 1061 quando il territorio era sottomesso ai Musulmani, la cittadella non possedeva muri perimetrali esterni, ma le abitazioni addossate le une alle altre formavano un fronte edilizio compatto che costituiva un efficace sistema difensivo. Le porte d’ingresso delle abitazioni erano all’interno del borgo mentre davano verso l’esterno solo porte chiudibili e piccole feritoie utili per la difesa.
Il borgo si componeva di una parte pubblica dove era posto il suq (mercato), i magazzini e la moschea, di cui ci rimane un’antica meridiana verticale che reca incise nella pietra tufacea le ore per la preghiera. A questa zona si accedeva da ampie ed alte porte che secondo le prescrizioni islamiche dovevano consentire il passaggio di due cammelli a pieno carico; di esse ce ne rimane una, quella che conduce alla piazza principale di Monforte. Della parte privata, riservata agli abitanti del borgo ci sono rimaste tutte le quattro porte di accesso, più basse poiché dovevano consentire solo il passaggio a piedi degli abitanti, contadini ed artigiani.

In questo borgo, nel maggio 1061 furono accolti festosamente i liberatori normanni guidati dai fratelli Ruggero e Roberto d’Altavilla. Essi, provenienti da Rometta passarono da Monforte diretti a Tripi dove si fermarono per la notte. Le fasi dell’arrivo dei normanni ci sono state tramandate dalla Katabba, il tradizionale concerto di campane e tamburo che viene suonata dalla torre campanaria della Chiesa di Sant’Agata ogni anno dal 17 gennaio al 5 febbraio e che termina con festosi rintocchi che esprimono il tripudio dei cittadini per l’avvenuta liberazione.
Questo antico borgo è un gioiello da tutelare e far conoscere con un’accorta azione promozionale.

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