Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

LA SICILIA CADE A PEZZI E LA REGIONE CERCA I SOLITI RIMEDI: UN NUOVO GOVERNO

Infrastrutture colabrodo. 3 mld di euro per 314 opere inutilizzati. Ribisi: “Gravi ripercussioni per l’economia regionale. Frane, cedimenti, di reti stradali e ferroviarie interrotte. Fotografie dell’arretratezza infrastrutturale della Sicilia, che dimostrano l’insensibilità della classe politica e della burocrazia riguardo alla necessità di mettere in sicurezza il territorio, di recuperare e modernizzare i sistemi di trasporto e i tessuti urbani, con gravissimi ripercussioni sul sistema economico regionale”

Palermo, 22/10/2015 - La Sicilia cade a pezzi e la Regione come al solito cerca rimedi tampone per risolvere le emergenze, diventate ormai una costante nell’Isola. Confartigianato Sicilia chiede che nelle trattative per l’eventuale nuovo governo, i partiti mettano prioritariamente al centro dell’agenda soluzioni definitive per l’emergenza infrastrutture, utilizzando i 3 miliardi di euro già stanziati. Quasi quotidianamente, le cronache riportano casi di frane, cedimenti, di reti stradali e ferroviarie interrotte. Fotografie dell’arretratezza infrastrutturale della Sicilia, che dimostrano l’insensibilità della classe politica e della burocrazia riguardo alla necessità di mettere in sicurezza il territorio, di recuperare e modernizzare i sistemi di trasporto e i tessuti urbani, con gravissimi ripercussioni sul sistema economico regionale”.

Lo dichiara Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato imprese Sicilia, che sollecita degli interventi strutturali immediati per risolvere una volta e per tutte lo stato di emergenza e di calamità che in questi mesi sta caratterizzando la regione. Dal cedimento del viadotto Imera, che ha diviso la Sicilia in due, alla frana nella Catania-Messina e ora anche le interruzioni delle linee ferroviarie Palermo-Catania, Palermo–Agrigento e Salemi-Castelvetrano l’Isola rischia l’isolamento sociale ed economico.

Eppure, a fronte di tutte queste criticità, molte delle quali connesse al rischio idrogeologico dei nostri territori, ci sono 314 opere finanziate, progettate e immediatamente cantierabili in Sicilia, per un importo di oltre 3 miliardi di euro, che rimangono ad ammuffire nei cassetti. Nello specifico, si tratta di 27 opere stradali per 1,72 miliardi; 64 interventi di manutenzione viaria per 34 milioni; 7 opere ferroviarie per 1,3 miliardi; 62 opere idriche per 144 milioni; 6 opere per la mobilità urbana sostenibile per 3,8 milioni; 81 opere urbane per 121 milioni; 47 interventi sul rischio idrogeologico per 87 milioni; e altri 20 interventi per 16,9 milioni.

“A questo punto ci chiediamo perché non partono i cantieri- prosegue Ribisi- e perché non si utilizzano i soldi per le manutenzioni. Non è concepibile che si debba intervenire solo ed esclusivamente a seguito di emergenze. Con questo andazzo anche le opere e le infrastrutture nel tempo realizzate sono destinate a perdersi. E fin quando i nostri amministratori e governanti, ai diversi livelli, non comprenderanno che bisogna effettuare interventi strutturali ben progettati, programmati, efficienti e soprattutto utili, seguiti da una manutenzione programmata e sistemica delle opere realizzate, non usciremo mai da questa condizione di isolamento, con la conseguenza che ad ogni pioggia e vi saranno allerte meteo e continui disagi alla mobilità minima dentro e fuori i centri urbani. A questo punto, appare opportuno che i partiti affrontino con responsabilità questi argomenti nella programmazione e nelle trattative di un eventuale nuovo governo, evitando che altre priorità dominano il dibattito “politico”. Noi crediamo - conclude - che il ruolo della Politica sia fondamentale anche per lo sviluppo della nostra economia, come pure crediamo che questo debba comunque passare attraverso processi di legalità e democrazia, ma anche attraverso percorsi di certezze e tempi adeguati. Diversamente nessuno potrà chiedere alle imprese di essere competitive, mantenendo le strutture in Sicilia, e saremmo costretti a morire di assistenzialismo”.

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