Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

RIFORMA PORTUALE, GERMANÀ: MESSINA MANTENGA LA GOVERNANCE SULLA PROPRIA AP

La nota del deputato regionale del Nuovo Centrodestra, Onorevole Nino Germanà, su riforma portuale, nella quale si ribadisce l'esigenza che Messina mantenga la governance sulla propria AP

19/10/2015 – "Mi compiacciono le parole pronunciare dal sottosegretario Marco Minniti in occasione dell'incontro all'Università di Messina, riportate dalla stampa quest'oggi. Adesso però questa affermazione di attenzione prioritaria del Governo nei confronti dello Stretto si traduca in concretezza nel piano della riforma portuale", così il deputato del Nuovo Centrodestra, onorevole Nino Germanà, commenta le affermazioni rese dal rappresentante dello Stato, intervenuto alla presentazione del report su economia e trasporti nel Mediterraneo.

"Ho sempre sostenuto, anche andando controcorrente, che accorpare l'AP di Messina a quella di Gioia Tauro fosse una follia. Ho lanciato numerosi appelli in questi mesi, rivolgendomi all'allora ministro Lupi e in luglio scrivendo all'attuale responsabile del dicastero dei trasporti, Delrio, chiedendogli di rivedere la proposta da presentare al consiglio dei ministri. È chiaro che la mia posizione non é dettata da semplice campanilismo. Ho espresso in decine di occasioni tutte le motivazioni -evidenti e palesi oltretutto- che mi spingono a sostenere il bisogno di lasciare al distretto Messina-Milazzo un'autonomia che le bozze di riforma sembravano fin ora volergli strappare. Non intendo essere ripetitivo ma ricordo che ci sono i numeri di trasporto merci e passeggeri a darmi ragione nell'ottica di una peculiarità che è tutta nostra e ha una valenza nelle stime di traffico europee, non solo regionali.

Pertanto, accolgo quanto affermato da Minniti con fiducia, auspicando vivamente nel fatto che il Governo agirà davvero nell'interesse dell'area dello Stretto, dando a Messina-Milazzo il ruolo di primo piano che è bene abbiano, anche nell'ottica di un accorpamento con altre realtà (Catania e Augusta) nella formazione di un'authority della Sicilia orientale. L'aspetto fondamentale, mi si consenta di sottolinearlo, è che la governance messinese sulla propria autorità portuale resti intatta. Questo per me significa attenzione prioritaria del Governo nei confronti dell'area dello Stretto e in questo mi aspetto si tradurrà tale attenzione evidenziata dal sottosegretario in visita in città. Nell'azione del ministro Delrio confido giacchè ha dimostrato di saper tornare sulla questione che era già stata cantierata dal suo predecessore e di saper essere un attento interlocutore, come manifestato con il dietrofront rispetto all'accorpamento con Gioia Tauro", conclude il deputato regionale.

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