Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

UNIONI CIVILI, ACLI MESSINA : PRIMA SI PENSI AL SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA

Messina, 15 ottobre 2015 - Il confronto sulle unioni civili a Messina, seppur giusto ed opportuno, rischia di mettere in secondo piano la necessità di una efficace politica di sostegno alla famiglia, cellula fondamentale della società, che deve restare centrale nel dibattito istituzionale e civile, favorendo purtroppo posizioni pregiudiziali ed ideologiche che tendono alla sua disgregazione ed al suo superamento. Prematura ed inopportuna, sarebbe, secondo il presidente provinciale delle Acli messinesi Antonio Gallo, l’istituzione del Registro delle Unioni Civili a Messina senza una normativa nazionale di riferimento.

La Presidenza Provinciale delle ACLI di Messina ritiene che sul tema, che sta infiammando l’opinione pubblica nazionale, sia necessario esprimersi senza posizioni pregiudiziali ed ideologiche. Le Acli di Messina ribadiscono l’esigenza di rispetto assoluto per ogni persona sulla scia dell’autorevolissimo magistero del Santo Padre ed attendono, per operare una riflessione ben più profonda di ordine generale, gli esiti del Sinodo sulla famiglia, convocato da Papa Francesco.
Ritengono altresì che, allo stato, l’istituzione del Registro delle Unioni Civili sia inopportuna perché essa deve essere preceduta da un sistema normativo che è ancora in itinere ( argomento all’ordine del giorno al Senato proprio in questi giorni).

Affrettare i tempi, potrebbe persino comportare problemi giuridici di non facile soluzione rispetto ad una norma successiva. Una prematura istituzione del Registro, inoltre, potrebbe essere intesa come un fatto propagandistico e rafforzare soltanto le posizioni meramente ideologiche, a scapito di un costruttivo confronto politico che possa apportare concreti vantaggi a tutti i cittadini.



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