Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

BROLO: IL “DELITTO” CORRE SU FACEBOOK

Brolo (Me), 02/01/2015 - Il comando dei Vigili Urbani, senza polemizzare, getta acqua sul fuoco su post e discussioni di questi giorni. Il personale in servizio e l’ufficio sono sempre disponibili a spiegare, confrontarsi, analizzare i fatti, ma non sono tollerabili alcune aggressioni verbali, diffamatorie o intimidatorie. A parlare questa volta è Damiano Passarelli, il Comandante della Polizia Municipale brolese, al centro nella settimana passata di una serie di post che recriminano sul loro agire. Post scritti, dice Passarelli, da persone sanzionate e multate perchè avevano infranto il codice della strada. Una puntualizzazione dice il comandante necessaria, senza far polemiche.... tutti possiamo sbagliare.

Ma, dice sempre Passarelli, l'operatore in divisa villipeso è un pubblico ufficiale, sta facendo il suo dovere, ha una sua dignità, spesso agisce in condizioni limite per assicurare la sicurezza degli altri, pregiudicando la sua, e usare certi toni è da codice penale.
Non vogliamo giungere a questo.
Siamo in un piccolo centro e ci conosciamo tutti.
Quindi, a maggior conoscenza di chi viene multato - l’avvertimento tramite “trillo” è una cortesia, il foglietto sul parabrezza - non è un atto dovuto secondo il codice della strada – la fotografia del veicolo sanzionato è a tutela dell'accertatore.

Se qualcuno si sente leso in un suo diritto può tranquillamente chiedere chiarimenti in merito alla contestazione ricevuta, per questo siamo sempre disponibili, o fare ricorso nei termini di legge.
Insultare su Facebook può costare molto caro.
E pure uno sfogo pubblicato sul social network, magari lanciato in un momento di rabbia, può ritorcersi contro l'utente infuriato. Perché diffondere accuse attraverso Facebook equivale a commettere il reato di diffamazione aggravata.
Delitto che prevede addirittura un anno di carcere.

Se tramite Facebook ci si limitasse a denunciare errori e illeciti delle autorità – dichiara ancora il comandante della polizia municipale, Damiano Passarelli, non ci sarebbe stato assolutamente nulla da ridire, dato che il diritto di critica resta sacrosanto. In questo, come in altri casi invece, Facebook è divenuto il ritrovo online favorito dagli scontenti per sparare ad alzo zero sulla polizia municipale scaricandoci sopra una miriade di improperi, alcuni dei quali sono stati rimossi, ma troppo tardi per evitare una possibile denuncia quando è stato oltrepassato il diritto di critica.


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