Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

PARIGI & ATTENTATI: GUARDIA ALTA A PROTEZIONE DEI POTERI FORTI E DEL DEBITO PUBBLICO

17 novembre 2015 - Dopo gli attentati di Parigi gli stati europei, non solo l’Italia, promettono di tenere alta la guardia. per la sicurezza. Vorremmo augurarci che tale sicurezza riguardi le persone e non le banche, i banchieri, il debito pubblico e la fantomatica Europa.
Il ministro dell’Interno Alfano e degli Esteri Gentiloni, alla Camera dei Deputati, hanno affermato: «I fatti di Parigi ci dicono che nessun Paese può considerarsi al sicuro da un attacco terroristico. Non esiste un rischio zero ma si possono ridurre l’impatto e la dimensione».

La risposta del sistema di sicurezza è stata formalizzata con una circolare ai prefetti e questori: è stato disposta l’elevazione al livello 2 del grado di allerta, che non corrisponde a iniziative specifiche per un attacco terroristico diretto. Ma all’innalzamento dell’attività di prevenzione al massimo grado, con l’intensificazione dei controlli negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie - soprattutto per i treni da e verso la Francia – e la messa in guardia delle Forze speciali di Polizia, il Nucleo operativo centrale di sicurezza (Nocs) della Polizia di Stato ed il Gruppo di intervento speciale (Gis) dei Carabinieri.

L'impegno dei singoli Paesi è insufficiente rispetto alla minaccia globale. Il fatto nuovo starebbe «nella apparente casualità degli obiettivi scelti, non più obiettivi sensibili, simboli anche culturali come nel caso di Charlie Hebdo, ma una molteplicità di soft target: luoghi di aggregazione come teatri, stadi e ristoranti».

Tutti luoghi dove si trovano comuni cittadini, gente normale, poveri cristi e non sedi e personaggi di potere, esponenti dell’usura istituzionale, del sistema bancario e politico. Questo è inquietante e rende vieppiù disperata la situazione.

C’è da credere che la strategia stragista abbia obiettivi dietrologici, destinati a creare muri protettivi per i poteri forti, quelli costituiti, per indurci a ritenere che vadano sempre più protetti la cosiddetta Europa e il suo sistema di potere: le banche, i banchieri, l’usura di stato.

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