Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

BAIL IN NON FA PAURA ALLA BCC DI BUSTO GAROLFO E BUGUGGIATE

Rating elevato dei prodotti finanziari venduti, parametro di solidità patrimoniale quasi doppio di quanto richiesto e fondo di garanzia per gli obbligazionisti: nei giorni dell’entrata in vigore della normativa sul salvataggio delle banche in difficoltà, la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate fa parlare i suoi dati
02/01/2016 - Rating elevato dei prodotti finanziari venduti, solidità patrimoniale e un fondo di garanzia per gli obbligazionisti, che hanno soltanto le BCC: sono i punti fermi con cui la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate si appresta ad affrontare il 2016, l’anno che nel sistema bancario segna l’entrata in vigore del bail in. Una svolta che, alla luce di questi presupposti, non allarma il presidente della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi: «Siamo tranquilli di fronte a questa novità normativa perché la prospettiva di un salvataggio da parte dei correntisti e dei risparmiatori si presenta soltanto se la banca va male, quindi se non produce reddito né tutela il risparmio: la nostra BCC, nel 2015, ha tutti gli indici delle attività caratteristiche di una banca in positivo e impronta la propria politica alla sana e prudente gestione. Con una delibera del 2004 il CdA ha stabilito che la banca non avrebbe mai venduto prodotti finanziari complessi con rating inferiore a investment grade, e quindi nemmeno le obbligazioni subordinate. È una scelta precisa: preferiamo la tutela dei risparmiatori a una maggiore redditività della banca».

Inoltre, dal 2008, quando scoppiò lo scandalo dei derivati, la banca è impegnata in un’opera di educazione finanziaria per aiutare i risparmiatori a orientarsi in un’offerta di prodotti che si è fatta sempre più complessa. Gli operatori della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate evidenziano subito la relazione maggiore possibilità di guadagno - maggiori rischi; elemento indispensabile per la valutazione che un cliente deve avere quando investe i propri soldi.

Parametro di riferimento per valutare la solidità di un istituto, il CET1 della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate, vale il 16,67%. «Banca d’Italia ha richiesto per ogni istituto uno specifico CET1 –riferisce il direttore generale della BCC Luca Barni–. Per la nostra banca ha stabilito l’8,5%: noi quasi lo doppiamo, mentre la media del sistema bancario italiano vale il 12,1%. La nostra forte patrimonializzazione rappresenta un elemento di indubbia sicurezza per il risparmiatore».

Da ultimo la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate, diversamente da tutte le altre banche, può contare sul fondo di garanzia per gli obbligazionisti che, in caso di bail in, copre un importo di 103mila euro e che, aggiungendosi al fondo di garanzia dei depositanti, arriva a coprire 206mila euro complessivi; il doppio, quindi, di quello che garantisce il resto del sistema bancario.

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