Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

FERROVIE: 1,4 MILIARDI DI EURO SULLE LINEE PALERMO-MESSINA- CATANIA E NAPOLI-BARI

18/01/2016) “Se il Mezzogiorno non arriva galoppando l'Italia non ce la farà. C'è chi crede, anche dalle mie parti, che con meno Sud ci sarà più Nord, ma in realtà con meno Sud ci sarà anche meno Nord”. Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, nel corso del suo intervento al convegno 'Connettere l'Adriatico', organizzato dalla Regione Abruzzo a Pescara.
"Abbiamo due strade parallele che si devono incrociare: il progetto in sé e il ruolo delle Regioni", ha spiegato poi il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a proposito del progetto della estensione dei corridoi nella Macroregione Adriatico-Ionica, nel corso del suo intervento al convegno 'Connettere l'Adriatico', a Pescara."Noi - ha aggiunto - abbiamo l'occasione e l'opportunità di provare, insieme al Paese e in Europa, ad alzare la voce. Quindi questi due parametri, oggi, per un Paese che torna ad avere voce in capitolo, io credo che, a partire dal piano Juncker, il quale va corretto e ridefinito, questa sia un'occasione per far arrivare qui investimenti collegati al progetto della Macroegione Adriatico-Ionica e a questo progetto".

La programmazione 2014-20 dovrebbe dare un forte contributo al superamento del divario territoriale che caratterizza il nostro Paese.

Complessivamente gli investimenti del Fesr per le infrastrutture di trasporto in Italia raggiungeranno più di 2,4 miliardi nel 2014-2020, che salgono a oltre tre miliardi se calcoliamo anche il cofinanziamento nazionale. Attenzione particolarmente alta è puntata su quello che è l'eterno problema del divario infrastrutturale tra il Mezzogiorno e il resto d'Italia.
Nel periodo 2014-2020 le risorse del programma nazionale e quelle dei suoi equivalenti regionali per il Sud, infatti, si equivalgono: oltre 1,8 miliardi il primo e quasi 1,7 miliardi i secondi. in Basilicata (67 milioni), Puglia (462 milioni), Calabria (223 milioni), Campania (223 milioni) e Sicilia (683 milioni). E' stata, inoltre, fatta una scelta innovativa: le risorse sono state appostate su progetti in grado di garantire da subito buoni livelli di spesa, per evitare i problemi della programmazione 2007-2013. Quindi progetti 'maturi' e con un livello di qualita' molto elevato. Rileggendo i numeri dei fondi nazionali e regionali secondo un criterio di tipologia delle infrastrutture, si scoprono altre cose molto interessanti. Il grosso delle risorse comunitarie dedicate al Mezzogiorno, tra Pon e Por, sara' impiegato per le ferrovie: 1,4 miliardi di euro, il 56% del totale (soprattutto sulle linee Napoli-Bari e Palermo-Messina- Catania).

Altro dato molto rilevante è che al secondo posto ci siano i porti: 480 milioni, pari al 20 per cento (con potenziamenti in particolare dei porti di Gioia Tauro, Taranto, sistema Napoli-Salerno e Augusta).

(Regioni.it 2863 - 18/01/2016)

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