Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PATTI IL COMUNE CHIEDE 7 EURO PER INCASSARE 1 EURO

La differenza in spese postale e altro...
12/01/2016 - La situazione al comune di Patti è sicuramente disastrosa se per incassare un euro a titolo di TIA 2012 l’Ufficio Tributi ha spedito una raccomandata chiedendo all’utente oltre al pagamento di 1 euro a titolo di TIA 2012, anche euro 5,88 quali spese di notifica, oltre ad un arrotondamento per l’anno 2012 del tributo 3944 di 0,12 per un totale complessivo di 7 euro. In un periodo di crisi economica è vergognoso che un comune per riscuotere 1 euro ne richieda in totale 7.
Sicuramente si tratta di un atto ridicolo e grave allo stesso tempo. Ridicolo perché la modica cifra di 1 euro poteva essere richiesta a saldo con la fattura successiva risparmiando le spese postali.
Grave perché all’utente è richiesto il rimborso delle spese di spedizioni €. 5.88 per una raccomandata che però per il peso (20 grammi) costa 4.50 cui aggiungere 0,95 per la ricevuta di ritorno per un totale 5.45 (se pesava tra 20 e 50 grammi l’importo di 0,95+5.80 totale 6.75), e un arrotondamento del tributo 3944 per l’anno 2012 pari a 0,12.

In realtà €. 5.88 è l’importo che l’utente paga se l’atto è notificato, come previsto dal Ministero delle Finanze D.M. 3-10-2006, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2006, n. 254.
Nel nostro caso non essendoci stato alcun tentativo di notifica ne l’atto riporta tale notizie, all’utente si doveva chiedere il rimborso delle spese postali (se c’era stato il tentativo di notifica l’utente doveva pagare 5.88 più le spese della raccomandata).

Ma cos’è il tributo 3944?

Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate si riferisce alla TARES entrata in vigore il 1 gennaio 2013.
Quindi sulla base di cosa è stato elaborato l’arrotondamento della TARES per l’anno 2012?.
Per l’Ufficio Tributo nel 2012 esistevano la TIA e la TARES? In realtà solo la TIA.
Se i solleciti inviati dal comune sono stati spediti secondo questi principi sono errati perché non corrispondono le spese di notifica e neppure è applicabile il Tributo 3944 per l’anno 2012.
Riteniamo tale comportamento lesivo del diritto del cittadino, oltre che offensivo della sua intelligenza. È pacifico che l’utente debba pagare le tasse ma sono altrettanto sacrosanti il diritto di sapere e il diritto alla trasparenza dell’atto.

Il contribuente (non è un pollo da spennare) dev’essere informato su cosa paga.
Riteniamo che queste situazioni siano da censurare e che il Comune ritiri in autotutela tutti gli atti in cui applica l’arrotondamento del tributo 3944, che si riferisce al 2013 e dica in quale ufficio postale, gli hanno fatto pagare per spese di raccomandata con ricevuta di ritorno €. 5.88.

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