Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

DEBITO PUBBLICO ALLE STELLE, NEL 2015 È CRESCIUTO DI 40,5 MILIARDI

Il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 40,5 miliardi, e si attesta a 2.077,5, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 6,6 miliardi.  Aumenta il debito delle amministrazioni centrali dello Stato mentre diminuisce quello delle amministrazioni locali. I dati provengono dalla Banca d’Italia, che ha reso noto l’incrememento del debito pubblico nel 2015, che si è attestato (a fine dicembre) a 2.169,9 miliardi. A fine 2014 il debito ammontava a 2.136,0 miliardi (132,4 per cento del PIL)

Roma, 15 febbraio 2016 - La Banca d’Italia diffonde le stime del debito e del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche per l’anno 2015. Al 31 dicembre del 2015 il debito delle Amministrazioni pubbliche era pari a 2.169,9 miliardi. A fine 2014 il debito ammontava a 2.136,0 miliardi (132,4 per cento del PIL). L’aumento del debito nel 2015 (33,8 miliardi) è stato inferiore al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (49,3 miliardi) per effetto della diminuzione di 10,7 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (collocatesi a fine anno a 35,7 miliardi) e degli scarti
e dei premi di emissione che hanno contenuto il debito per 5,1 miliardi; di contro, le variazioni dei cambi hanno aumentato il debito di 0,3 miliardi. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 40,5 miliardi, a 2.077,5, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 6,6 miliardi, a 92,3; il debito degli Enti di previdenza si è ridotto di 0,1 miliardi.

Al 31 dicembre 2015 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi della
UEM ammontava a 58,2 miliardi (60,3 alla fine del 2014): 10 miliardi di prestiti bilaterali
alla Grecia, 33,9 miliardi erogati per il tramite dell’European Financial Stability Facility
(EFSF) e 14,3 miliardi di contributo al capitale dello European Stability Mechanism
(ESM).

Le serie mensili dei dati relativi al debito e al fabbisogno delle Amministrazioni
pubbliche, insieme a informazioni di maggiore dettaglio, sono disponibili nel Supplemento
al Bollettino Statistico – Finanza pubblica, fabbisogno e debito n. 9 del 15 febbraio 2016
(disponibile in www.bancaditalia.it/statistiche).
Un’analisi dei dati sarà contenuta nel prossimo Bollettino economico della Banca
d’Italia la cui pubblicazione è prevista per il 15 aprile 2016.

Commenti