Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“LA PURGA DI BEBÉ” DOMENICA 21 AL TRIFILETTI, REGIA DI FRANCESCO VADALÀ

Via libera ad un altro appuntamento firmato quiNteatro. Domenica 21 febbraio 2016 alle ore 18,00 presso il Teatro Trifiletti di Milazzo l’associazione “Prima fila” presenterà lo spettacolo dal titolo “La purga di bebè”, nell’ambito della rassegna quiNteatro organizzata dall’associazione “Le Alte Terre di Mezzo” con la direzione artistica di Giuseppe Pollicina
Milazzo, 17/02/2016 - L’opera, la cui regia è curata dal drammaturgo messinese Francesco Vadalà, è tratta da una farsa di G. Feydeau che appartiene ad una serie di cinque atti unici scritti tra il 1908 e il 1916, che hanno per titolo “Dal matrimonio al divorzio”. Il tema drammaturgico che accomuna le farse è infatti incentrato sul rapporto marito-moglie , dove la donna, messi da parte gli spensierati e borghesi abiti del vaudeville si traveste, indossando la maschera di moglie e di madre, lasciandosi andare in atteggiamenti e comportamenti autoritari, pur di soddisfare i propri capricci, o peggio, quelli dei figli.

La purga di Bebè, tradotta e adattata dallo stessa regista Vadalà, pur restando fedele al numero dei personaggi e ai canoni del teatro di Feydeau, vede la sua rappresentazione ambientata a Roma nel 1911, quando l’entusiasmo degli italiani guardava alla presa di Tripoli, ritenendo tale intervento bellico risolutivo per la questione politica ed economica dell’Italia e per questo, non mancano nel testo quei riferimenti storici che con sottile ironia rendono ancora più divertente la farsa di cui si trascrive, brevemente, la sinossi:

Il Signor della Pace ha invitato a pranzo un cliente molto importante, il Dott. Martino Lo Bue, un influente funzionario del Ministero della Difesa, a cui cerca di vendere i vasi da notte infrangibili che produce. La giornata sembra cominciare come tutte le altre, ma ben presto, prende una piega alquanto insolita: il figlio Totò, un viziato bambino di sette anni, non vuole prendere la purga. La madre, esagerata, apprensiva ed iperprotettiva, tenta, in tutti i modi, di coinvolgere il marito nel difficile intento. Nel frattempo arriva il cliente che finisce per rimanere irretito in una dinamica familiare da cui potrà tirarsi fuori solo prendendo, suo malgrado, la purga.
Tra i capricci di Bebè, vasi da notte andati in frantumi e tanto singolari quanto comiche sfide a duello, la farsa si realizza in un clima di sana comicità.

Ne “La purga di bebé” recitano gli attori: Nino Mazzù, Paola Gemelli, Francesca Marcaione, Giuseppe Pollicina, Claudia Gemelli, Gianfranco Amalfi e il piccolo Giulio Crisafulli. Le scene e i costumi sono di Ermanno ed Emma Stein, mentre alle luci c’è Piergiorgio Amalfi.

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