Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MONASTERO DI SAN PLACIDO CALONERÒ, RINVENUTA LA PAVIMENTAZIONE ORIGINARIA

Monastero di San Placido Calonerò, rinvenuta la pavimentazione originaria nel corso degli interventi di recupero del complesso monumentale. Il pavimento in cotto rappresenta un’importante scoperta per la valutazione storica del sito
Messina, 05/02/2016 - I resti di un pavimento in cotto sono venuti alla luce nel corso di interventi di recupero nel complesso architettonico di San Placido Calonerò.
Si tratta di una scoperta che testimonia l’interessante stratificazione di sette secoli contrassegnati da interventi ed ampliamenti, non sempre ortodossi, che hanno segnato la storia dell’abbazia.
Il ritrovamento dell’antico manufatto, posto al di sotto dell’attuale superficie in battuto di cemento, offre una visione dello stato originario che caratterizzava la struttura monumentale che, dal punto di vista architettonico, è segnata da tre profili principali: quello medievale, che si riconduce al castello dei Vinciguerra d’Aragona, identificabile nella parte settentrionale dell’impianto planimetrico; quello rinascimentale, che trova la sua testimonianza più eccelsa nei due chiostri porticati e negli annessi ambienti perimetrali; quello ottocentesco, che si estende fino al periodo contemporaneo, frutto dei numerosi adattamenti dell’edificio religioso ad istituto agrario.

E nel contesto dei recenti interventi, progettati dai tecnici di Palazzo dei Leoni, sono da evidenziare i lavori realizzati nella facciata Est che, dell’intero complesso architettonico, risulta essere stata la parte più sottoposta all’usura del tempo e degli agenti atmosferici.
In quest’area si è proceduto alla rimozione delle opere anomale con la restituzione di un’armonica immagine storica grazie all’utilizzo di materiali compatibili.
Un ripristino indifferibile è stato eseguito sui chiostri Nord e Sud, modifiche che hanno riportato allo stato originario le due aree monumentali e che hanno permesso di ristabilire gli equilibri architettonici necessari al mantenimento strutturale del sito.


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