Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

POSTE ITALIANE: PART TIME MADRI, ARRIVA UN PRIMO SEGNALE

MESSINA, 19 maggio ’16 – Lo scorso mese di aprile la Consigliera di Parità provinciale Mariella Crisafulli e la segretaria generale del SLP CISL di Messina Gisella Schillaci avevano segnalato alla Consigliera Nazionale di parità la discriminazione di alcune lavoratrici di Poste Italiane alle quali non era stato riconosciuto il periodo di astensione obbligatoria come presenza in servizio nonostante la legge ne tuteli il riconoscimento come ore lavorate a tutti gli effetti. La Consigliera di Parità Nazionale, Francesca Bagni Ciprian, che aveva provveduto tempestivamente a coinvolgere i vertici dell’Azienda chiedendo spiegazioni in merito, ha oggi comunicato che la Presidente Luisa Todini, recependo la segnalazione, ha interessato il Responsabile Risorse Umane Nazionale Paolo Bruschi per una risposta alla vicenda in atto.

«Lo consideriamo un primo segnale - dichiarano Mariella Crisafulli e Gisella Schillaci – pur restando in attesa di una esaustiva e definitiva soluzione al problema di quante hanno scelto di essere madri e hanno visto ledere il loro diritto. In un Paese dove il tasso di natalità è in picchiata decidere di creare una vita per le lavoratrici di Poste Italiane già fortemente penalizzate da un contratto part time e dal futuro incerto non può e non deve essere una ulteriore discriminazione. Ancora una volta nel nostro Paese le donne pagano un prezzo molto elevato nel mancato sviluppo personale e professionale. Da un lato ci lamentiamo che non si fanno figli con gravi ripercussioni per la sostenibilità del futuro sistema pensionistico, dall’altro quando si mettono al mondo si penalizzano le lavoratrici».

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