Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

"ANCHE OGGI NON MI HA SPARATO NESSUNO", A S. AGATA MILITELLO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI RICCARDO ARENA

Oggi, sabato 11 giugno, alle ore 18.30, nella Sala dei Principi del Castello Gallego di Sant'Agata Militello, sarà presentato il libro di Riccardo Arena. "Anche oggi non mi ha sparato nessuno" (Edizioni Leima). Interverranno insieme all'autore, il sindaco di Sant'Agata Carmelo Sottile che porterà il soluto della città e l'on. Nuccio Carrara che curerà la presentazione dell'opera
11/06/2016 - "Anche oggi non mi ha sparato nessuno" è un romanzo che racconta il presente con ironia e lucidità come si avverte dalle prime battute: "Poi cominciò a non morire più nessuno. Perlomeno così sognò, la notte prima che cominciasse tutto. E fu un lungo, strano, insolito incubo. Dimenticato il grande dolore, dissolta la grande paura, svanito il grande terrore, esaurita la grande emergenza, terminate le grandi malattie, si smetteva di crepare così senza preavviso".

L'autore con disincanto e un sorriso amaro, racconta di un mondo della comunicazione dove la spasmodica ricerca della notizia cede il passo alla sacrosanta ricerca della verità. Un pianeta che Riccardo Arena conosce perfettamente essendo presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia e cronista di giudiziaria.
Il testo ci appare come un Zibaldone in cui il protagonista registra parole, dichiarazioni e tweet. Questa contaminazione di generi come nella musica, rende il romanzo interessante, familiare ed evocativo. Ci sembra di visualizzare Secondo Maschio, l'ufficiale dei carabinieri che lascia un luogo tranquillo per seguire le indagini sull'evasione di Cataldo Orchi, pezzo da novanta della mafia, che ci riporta alla mente l'immagine di Totò Riina.

Tra colpi di scena e riflessioni su una realtà triste e lontana anni luce da ciò che invece dovrebbe essere, il "giallo" si snoda come una partitura musicale. Una melodia allegra quando l'autore descrive dei personaggi buffi e surreali, un requiem quando narra la tetra palude dell'immobilismo sostenuta da alcuni esponenti del giornalismo, della politica e della criminalità organizzata. Sull'oscurità descritta da Arena sembra ci sia una piccola feritoia che potrebbe essere attraversata da una piccola fiamma, una flebile speranza... essendo un libro giallo si scoprirà forse, alla fine.

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