Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

"ANCHE OGGI NON MI HA SPARATO NESSUNO", A S. AGATA MILITELLO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI RICCARDO ARENA

Oggi, sabato 11 giugno, alle ore 18.30, nella Sala dei Principi del Castello Gallego di Sant'Agata Militello, sarà presentato il libro di Riccardo Arena. "Anche oggi non mi ha sparato nessuno" (Edizioni Leima). Interverranno insieme all'autore, il sindaco di Sant'Agata Carmelo Sottile che porterà il soluto della città e l'on. Nuccio Carrara che curerà la presentazione dell'opera
11/06/2016 - "Anche oggi non mi ha sparato nessuno" è un romanzo che racconta il presente con ironia e lucidità come si avverte dalle prime battute: "Poi cominciò a non morire più nessuno. Perlomeno così sognò, la notte prima che cominciasse tutto. E fu un lungo, strano, insolito incubo. Dimenticato il grande dolore, dissolta la grande paura, svanito il grande terrore, esaurita la grande emergenza, terminate le grandi malattie, si smetteva di crepare così senza preavviso".

L'autore con disincanto e un sorriso amaro, racconta di un mondo della comunicazione dove la spasmodica ricerca della notizia cede il passo alla sacrosanta ricerca della verità. Un pianeta che Riccardo Arena conosce perfettamente essendo presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia e cronista di giudiziaria.
Il testo ci appare come un Zibaldone in cui il protagonista registra parole, dichiarazioni e tweet. Questa contaminazione di generi come nella musica, rende il romanzo interessante, familiare ed evocativo. Ci sembra di visualizzare Secondo Maschio, l'ufficiale dei carabinieri che lascia un luogo tranquillo per seguire le indagini sull'evasione di Cataldo Orchi, pezzo da novanta della mafia, che ci riporta alla mente l'immagine di Totò Riina.

Tra colpi di scena e riflessioni su una realtà triste e lontana anni luce da ciò che invece dovrebbe essere, il "giallo" si snoda come una partitura musicale. Una melodia allegra quando l'autore descrive dei personaggi buffi e surreali, un requiem quando narra la tetra palude dell'immobilismo sostenuta da alcuni esponenti del giornalismo, della politica e della criminalità organizzata. Sull'oscurità descritta da Arena sembra ci sia una piccola feritoia che potrebbe essere attraversata da una piccola fiamma, una flebile speranza... essendo un libro giallo si scoprirà forse, alla fine.

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