Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MAFIA: CROCETTA RIGETTA LA RICHIESTA DI RIABILITAZIONE DI UN CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE MAFIOSA

Sicilia. Crocetta rigetta la richiesta di riabilitazione nei confronti di un condannato per associazione mafiosa.
Palermo, 8 giu. 2016 - Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha rigettato l'istanza, finalizzata all'ottenimento della riabilitazione, di un condannato per mafia vicino alla famiglia dei Capizzi. Nella requisitoria del pubblico ministero, si fa riferimento a quanto dichiarato da un collaboratore di giustizia che afferma che il soggetto in questione non avrebbe solo commesso favoreggiamento nei confronti di Capizzi ma avrebbe avuto un ruolo di supporto logistico nei confronti di diversi altri mafiosi, come Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella. Il presidente, nella nota che ha inviato al tribunale di sorveglianza di Palermo, oltre che all'interessato, ha scritto che considerando la notevole rilevanza dei reati ascritti, non ritiene di dare seguito all'istanza di riabilitazione per quanto riguarda la Regione siciliana. “Chi ha avuto condanne per mafia – ha affermato Crocetta – ha degli strumenti per farsi riabilitare, previsti dal codice penale, come il ravvedimento operoso e la collaborazione con la magistratura, rivelando cose che possano aiutare a colpire la mafia. Quella sì che è riabilitazione. E' nostro dovere – conclude Crocetta – difendere i cittadini onesti che ogni giorno lottano contro la mafia. Anche da sindaco di Gela, infatti, ho rigettato simili richieste di riabilitazione”.





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