Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

TRAM DI PALERMO, RUSSO (Fdi-AN): “IL NUOVO PIANO OPERA DI DISTRAZIONE DI MASSA”

In merito alla Conferenza stampa del sindaco Orlando, per illustrare il piano per le nuove linee del tram cittadino, il portavoce del provinciale di FdI_AN Raoul Russo ha dichiarato.
18/07/2016 - Ancora una volta il sindaco annuncia un piano mirabolante, dove promette di risolvere il problema della mobilità di Palermo, cercando cosi di distogliere l’attenzione dalle emergenze non risolte di Palermo. Per tradizione la destra non si schiera a prescindere contro le grandi opere pubbliche che possono favorire la comunità cittadina, ma quanto illustrato oggi, appare un piano più di immagine che di sostanza, non adeguatamente finanziato, d’incerta sostenibilità economica, e oggettivante non prioritario rispetto a tanti problemi infrastrutturali della città. Il costo dell’opera, 658 milioni, per 6 linee, sembra sottostimato , viste le esperienze relative alle sole tre linee di Tram , attualmente attive.
Finanziate solo 200 milioni di euro, destinate a tre linee che attraversano il centro, che rischia di essere sconvolto da cantieri infiniti nei prossimi anni, di incerta durata, di devastante impatto economic che si vanno a sommare a quelli della chiusura dell’anello ferroviario, di ancora incerto futuro.
Nulla si dice su come sostenere a regime il costo dell’opera , visto che già adesso l’AMAT non riesce a garantire le entrate necessarie per la rete esistente.

Di più, questo piano , non sembra venire incontro alla necessità sempre più urgente di garantire collegamenti veloci e sicuri con l’area metropolitana della città.
Meglio sarebbe accelerare nel chiudere il sistema anello ferroviario- passante e ragionare su come questa rete possa interfacciarsi con l’hinterland.

Questi 200 milioni di euro già disponibili andrebbero meglio utilizzati per venire incontro alle mille emergenze infrastrutturali della città, in particolare della periferia abbandonate.in parte sarebbero utili per un radicale ammodernamento della flotta dei mezzi pubblici.Altra parte potrebbe essere fondamentale, per un radicale piano di rinnovamento delle rete fognaria; per l’adeguamento di una rete di illuminazione pubblica assolutamente vetusta;per un piano di manutenzione straordinarie delle scuole; per rifacimento del manto stradale in tutte le periferie.E tanto altro ancora.

La logica di tanti interventi puntuali e urgenti, piuttosto che quella di faraoniche e rinviabili grandi opere, sarebbe più utile allo sviluppo della città e darebbe una grande boccata d’ossigeno alla boccheggiante industria edilizia del territorio.
Fdi-AN analizzare con incontri pubblici , nei prossimi giorni , il piano del Comune per predisporre una critica ragionata e una piattaforma di controproposte.


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