Giro di Sicilia 2026, al via la XXXV edizione dal 12 al 17 maggio, 200 equipaggi al via da Palermo

  Giro di Sicilia 2026, al via la XXXV edizione dal 12 al 17 maggio.  Sostenibilità ambientale, record storici e un ponte verso il Giappone.  I 200 equipaggi partiranno mercoledì 13 maggio da piazza Verdi   Palermo, 6 maggio ’26  – T enere in vita le auto storiche e sfidare il tempo con l’utilizzo di carburanti innovativi. È la sfida della  XXXV rievocazione del Giro di Sicilia, la leggendaria corsa ideata nel 1912 da Vincenzo Florio, presentata stamattina a Villa Niscemi. L’evento, organizzato dal Veteran Car Club Panormus, si svolgerà dal 12 al 17 maggio e vedrà oltre 200 equipaggi da tutto il mondo attraversare i palcoscenici naturali più belli dell’Isola. Alla conferenza stampa hanno partecipato Antonino Auccello, presidente del Veteran Car Club Panormus e consigliere federale Asi, Automotoclub storico italiano; Giovanna Meli della Ctf Viaggi, organizzatrice tecnica del Giro; Mariano Cuccia, direttore e vicepresidente del Veteran Car Club Panormus; l’as...

TERREMOTO GEOLOGI: “PARADOSSALE AFFERMARE CHE GLI STUDI SONO SOLO SERVITI A FARE “LA FORTUNA DI STUDI D’INGEGNERIA E DI GEOLOGIA””

In riferimento all’articolo pubblicato su Repubblica il 31.08.2016 intitolato “Lo spreco delle mappe”, riteniamo doveroso precisare quanto segue:
31/08/2016 - Dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 è stato avviato un piano nazionale per la prevenzione sismica della durata di 7 anni, art. 11 del DL n. 39/2009 (convertito con la legge n. 77/2009), che comprendeva tra l’altro, gli studi di microzonazione sismica finalizzati alla definizione delle aree soggette ad amplificazione dello scuotimento sismico o deformazioni permanenti del suolo in caso di terremoto.
Tali strumenti rappresentano uno strumento indispensabile per la prevenzione del rischio sismico, in quanto forniscono informazioni utili per la pianificazione, il governo del territorio, la progettazione, la gestione dell’emergenza e la ricostruzione post evento sismico.
Appare, quindi, non solo disinformante e fuorviante definire “inutili” le mappe che scaturiscono dagli studi di microzonazione sismica (come viene affermato nell’articolo sopracitato) ma anzi, risulta necessario, completare per tutto il territorio nazionale il livello 1 ed implementare con i successivi livelli di approfondimento e di dettaglio (livello 2 e 3).

Occorre, altresì, assicurare che tali studi, una volta validati, vengano recepiti dagli strumenti urbanistici e siano congruenti con i Piani di Protezione Civile, adeguatamente aggiornati ed accompagnati dall’analisi della Condizione Limite di Emergenza degli insediamenti urbani.
Appare assolutamente paradossale affermare che tali studi siano solo serviti a fare “la fortuna di studi d’ingegneria e di geologia”, quando si tratta di servizi tecnici professionali con competenze specialistiche che prevedono compensi modesti (nell’ordine di qualche migliaio di euro) in relazione all’utilità e alla responsabilità del professionista che li redige. Tali competenze vengono tra l’altro acquisite attraverso attività formative specifiche, organizzate dagli Ordini Professionali in collaborazione con Il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

Ciò appare ancora più paradossale quando si pensa che attualmente si registra un calo importante dei fatturati medi di ingegneri e geologi (ad es. i professionisti geologi italiani dichiarano mediamente un fatturato lordo di euro 20.000,00 annuo) e che tanti professionisti tecnici, dopo aver frequentato corsi abilitanti, sono impegnati, come è successo già per gli eventi sismici dell’Aquila e dell’Emilia Romagna, in una serie di attività di monitoraggio, a titolo volontario, sotto il coordinamento del DPCN, per la verifica strutturale degli edifici e della valutazione del rischio residuo indotto dall’evento sismico.

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