Ciclone Harry, Simona Vicari a coordinare la cabina di regia: "Qualcuno ricordi a Schifani che è sotto processo per corruzione”

De Luca (M5S Ars): “Incredibile, sarà Simona Vicari a coordinare la cabina di regia per i disastri del ciclone Harry. Qualcuno ricordi a Schifani che è sotto processo per corruzione”.  Il dibattito all'Ars sugli interventi post ciclone Harry.  Destinare le somme dei collegati ai disastri del ciclone” Palermo. 27/01/2026. “Se non ci fosse Simona Vicari, evidentemente il governo sentirebbe il bisogno di inventarla, visto che affida a lei un incarico dopo l'altro. Apprendiamo che Schifani l'ha appena nominata coordinatrice della cabina di regia per la gestione dell'emergenza causata dal ciclone Harry, incarico che arriva dopo quelli relativi a infrastrutture ed energia e al più recente relativo alla crisi idrica. A parte che non ci sembra che i risultati finora da lei ottenuti con gli incarichi precedenti siano di assoluto rilievo, ci pare del tutto inopportuno affidare ora un compito così delicato a chi ha pendenza giudiziarie, ma evidentemente l’ex parlamentare ha compet...

TERREMOTO GEOLOGI: “PARADOSSALE AFFERMARE CHE GLI STUDI SONO SOLO SERVITI A FARE “LA FORTUNA DI STUDI D’INGEGNERIA E DI GEOLOGIA””

In riferimento all’articolo pubblicato su Repubblica il 31.08.2016 intitolato “Lo spreco delle mappe”, riteniamo doveroso precisare quanto segue:
31/08/2016 - Dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 è stato avviato un piano nazionale per la prevenzione sismica della durata di 7 anni, art. 11 del DL n. 39/2009 (convertito con la legge n. 77/2009), che comprendeva tra l’altro, gli studi di microzonazione sismica finalizzati alla definizione delle aree soggette ad amplificazione dello scuotimento sismico o deformazioni permanenti del suolo in caso di terremoto.
Tali strumenti rappresentano uno strumento indispensabile per la prevenzione del rischio sismico, in quanto forniscono informazioni utili per la pianificazione, il governo del territorio, la progettazione, la gestione dell’emergenza e la ricostruzione post evento sismico.
Appare, quindi, non solo disinformante e fuorviante definire “inutili” le mappe che scaturiscono dagli studi di microzonazione sismica (come viene affermato nell’articolo sopracitato) ma anzi, risulta necessario, completare per tutto il territorio nazionale il livello 1 ed implementare con i successivi livelli di approfondimento e di dettaglio (livello 2 e 3).

Occorre, altresì, assicurare che tali studi, una volta validati, vengano recepiti dagli strumenti urbanistici e siano congruenti con i Piani di Protezione Civile, adeguatamente aggiornati ed accompagnati dall’analisi della Condizione Limite di Emergenza degli insediamenti urbani.
Appare assolutamente paradossale affermare che tali studi siano solo serviti a fare “la fortuna di studi d’ingegneria e di geologia”, quando si tratta di servizi tecnici professionali con competenze specialistiche che prevedono compensi modesti (nell’ordine di qualche migliaio di euro) in relazione all’utilità e alla responsabilità del professionista che li redige. Tali competenze vengono tra l’altro acquisite attraverso attività formative specifiche, organizzate dagli Ordini Professionali in collaborazione con Il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

Ciò appare ancora più paradossale quando si pensa che attualmente si registra un calo importante dei fatturati medi di ingegneri e geologi (ad es. i professionisti geologi italiani dichiarano mediamente un fatturato lordo di euro 20.000,00 annuo) e che tanti professionisti tecnici, dopo aver frequentato corsi abilitanti, sono impegnati, come è successo già per gli eventi sismici dell’Aquila e dell’Emilia Romagna, in una serie di attività di monitoraggio, a titolo volontario, sotto il coordinamento del DPCN, per la verifica strutturale degli edifici e della valutazione del rischio residuo indotto dall’evento sismico.

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