AGENZIA DELLE ENTRATE PATTI: QUANTO CONTA LA POLITICA LOCALE?

Nota stampa relativa alla vicenda della chiusura dell'ufficio territoriale di Patti dell'Agenzia delle Entrate dal Comitato Valle del Timeto
04/10/2016 - Ormai è acclarata l’intenzione da parte della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate di chiudere la sede dell’Ufficio territoriale di Patti e questo nonostante la tempistica avrebbe potuto consentire una vera mobilitazione delle istituzioni locali, dei rappresentanti politici e della popolazione. Noi del Comitato Valle del Timeto già lo scorso luglio avevamo lanciato l’allarme ma soprattutto avevamo dato la nostra disponibilità per l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione, di una mobilitazione popolare e per organizzare un tavolo tecnico finalizzato a trovare una soluzione più ottimale per il mantenimento e, anzi, per il potenziamento dei servizi dell’Agenzia dell’Entrate sul territorio pattese, un hinterland che conta più di 50 mila abitanti, con una città sede di tribunale ordinario e di altre istituzioni importanti. Sappiamo che l’amministrazione comunale di Patti ha agito chiedendo l’aiuto dei sindaci del comprensorio e da settimane ha avviato un’interlocuzione con la Direzione dell’Agenzia per ottenere il trasferimento degli uffici e a tal scopo ha messo a disposizione alcuni locali della sede municipale di piazza Mario Sciacca (ex palazzo di giustizia).

Siamo sicuri che l’amministrazione comunale di Patti si sta battendo per mantenere questo ufficio ma – ci dispiace dirlo – abbiamo riscontrato uno scarsissimo interesse da parte dei sindaci del comprensorio che, a parte qualcuno, non hanno dimostrato di avere a cuore le sorti dei propri cittadini. Perché parlare di Agenzia dell’Entrate non significa parlare di qualcosa di estraneo alla cittadinanza ma di un servizio importante per l’intera comunità: dal semplice contribuente a tutti i professionisti e gli imprenditori che in caso di chiusura saranno costretti a spostarsi fino a Barcellona P.G.

Alla nostra nota del 11 luglio (inviata ai sindaci dei 15 comuni del Pattese, a tutte le istituzioni, a tutti gli ordini professionali e alle principali organizzazioni sindacali) in cui mettevamo a disposizione il nostro tempo e il nostro impegno per trovare una soluzione, hanno risposto in pochi. Abbiamo raccolto la disponibilità espressa fin da subito, tra i sindaci, solo da quello di Librizzi, e poi dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Messina, dal Collegio dei periti industriali, dal presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dalla Casartigiani dei Nebrodi. Con l’amministrazione comunale pattese invece sono intercorse comunicazioni informali. Con questi interlocutori continueremo a coordinarci e a impegnarci ma, adesso che la data della chiusura dell’ufficio di Patti è sempre più vicina e che solo un ultimo sforzo di concertazione da parte del Comune di Patti e dei sindaci potrebbe scongiurarla, ci sentiamo di porgervi queste considerazioni.

Visto che la chiusura dell’Ufficio era nell’aria ormai da quasi due anni e che a più riprese articoli di stampa avevano sottolineato questo rischio, perché gli amministratori ma soprattutto i tanti rappresentanti politici del territorio (che puntualmente colgono le occasioni più propizie per mettersi in mostra con “annunci” a orologeria) non hanno intravisto per tempo questa eventualità e perché non sono intervenuti nelle sedi opportune? Le cronache ci hanno dato notizia soltanto di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Alessio Villarosa, per il resto solo chiacchiere, telefonate, discussioni da corridoio che finora, evidentemente, non sono servite a nulla. Forse qualcuno o tutti sono concordemente “complici” di questa scelta dettata dalla solita burocrazia di quei solerti funzionari che prendono decisioni senza conoscere il territorio, ottemperando alla moda in certi casi ingiustificata della “spending review”… magari allettati da qualche “promozione” o “premialità”.

Ci fa impressione vedere che queste decisioni vengano calate dall’alto senza che nessuno, neanche i rappresentanti politici dei vari livelli (fino ai parlamentari regionali e nazionali), possa sollevare obiezioni. Questi rappresentanti sembrano più intenti a rispondere agli ordini di scuderia e a schiacciare i pulsanti in parlamento che a lavorare sul territorio e tutelare gli interessi dei cittadini rappresentati. È il caso di dire che per l’ennesima volta la politica si sta facendo battere dalla burocrazia senza che nessuno spenda una parola. E non ci spieghiamo perché in altri territori, nonostante tutto, si ottengono i risultati: vedi il caso di Gela e di Taormina dove pare che la chiusura degli uffici territoriali sia stata definitivamente scongiurata e per tempo. Perché questo non sta succedendo a Patti? Perché qui ancora a poche settimane dalla paventata chiusura si è in bilico? Forse perché contiamo poco? Dal momento che né i comuni cittadini né gli amministratori e i politici possono fare nulla non ci resta che votarci a qualche santo.

Commenti

  1. Il fatto è che il popolo italiano nell'ultimo ventennio ha subito tramite i media e l'adozione di nuove tecnologie distraenti un trattamento per il quale ha perso ogni capacità di reazione e subisce prono la qualunque.Esempio ne è la sopportazione di una classe politica che lo vessa e sfrutta e che per tali comportamenti in altri tempi se ne sarebbe dovuta scappare dall'Italia per sottrarsi alla sua mera e legittima eliminazione fisica.

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