Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

LA SCUOLA DEL ‘900, UNA MOSTRA FOTOGRAFICA SUL SITO DELL'INDIRE

La rassegna di Indire sul pedagogista siciliano Lombardo Radice, teorico della «scuola serena»

Catania, 14 ottobre 2016 – Un percorso fotografico nell’Italia dei primi del Novecento, attraverso la vita – pubblica e privata – del pedagogista Giuseppe Lombardo Radice, da oggi è disponibile sul sito dell’Indire.
Ѐ la mostra virtuale «Educazione è compenetrazione di anime. Il lavoro per la scuola, la famiglia e gli amici di Giuseppe Lombardo Radice (1879-1938) attraverso le immagini dell'archivio Indire», corredata da una pubblicazione online dedicata allo stesso pedagogista.

La mostra, curata dalla ricercatrice Indire Pamela Giorgi e dalla dottoressa Irene Zoppi, è stata resa possibile grazie all’archivio «Giuseppe Lombardo Radice» conservato nella sede fiorentina dell’Istituto di ricerca Indire e che si articola in una parte documentaria e un’altra bibliografica.
Il “viaggio” ha inizio con le immagini della sua famiglia di origine, della sua città, Catania, e della moglie, Gemma Harasim, fino ad arrivare agli anni Trenta. Un’attenzione particolare è rivolta alla sezione che riunisce 13 fotografie di amici, colleghi e personaggi dell’ambiente culturale frequentato dal pedagogista. Qui si trova un ritratto di Scipio Slataper, scrittore triestino che, come Lombardo Radice, collaborò con La Voce e, allo scoppio della prima guerra mondiale, si arruolò volontario nel Regio esercito italiano, rimanendo ucciso al fronte. Nelle sue memorie fotografiche vi sono anche delle stampe che ritraggono Giovanni Gentile e l’altro filosofo ispiratore dell’opera di Giuseppe Lombardo Radice, Benedetto Croce.

La mostra prosegue con immagini che ritraggono la sua partecipazione politica, e quindi, dopo la prima guerra mondiale e le sue dimissioni al partito socialista italiano, la scelta di partire volontario per il fronte.

Nella sezione “Giuseppe Lombardo Radice e la Scuola” ci sono delle fotografie che “raccontano” del suo rapporto con il mondo della scuola in tutti i suoi risvolti: insegnante nelle scuole secondarie, professore di pedagogia all'Istituto superiore di magistero a Roma, dal 1923 Direttore Generale per l’Istruzione Primaria, incarico durante il quale si occupò di elaborare i programmi per la scuola elementare. Esperienza che si concluse il 6 giugno 1924, quattro giorni prima dell’assassinio di Giacomo Matteotti, quando il Regime espresse apertamente la sua intransigenza totalitaria e Lombardo Radice decise così di abbandonare la sua collaborazione al governo per essere reintegrato nella carriera universitaria.

La visione pedagogica di Lombardo Radice rifletteva sulla creazione di una scuola in cui lo spirito infantile potesse liberamente manifestarsi e la creatività non fosse ostacolata né soffocata dagli adulti, secondo il mito della «scuola serena» teorizzato dal pedagogista siciliano, ovvero un «modello di scuola nuova o attiva in cui al centro si trovano l’attività del bambino, ma anche il maestro come sollecitatore dell’impegno del bambino».

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