"RENZI TORNI DA OBAMA, IL SUD È ALLA FAME", FORZA NUOVA È PER IL NO

"Momenti di tensione in via Maqueda a Palermo; alcuni studenti dei collettivi e ragazzi dei centri sociali hanno tentato di forzare il cordone di polizia per avvicinarsi al Teatro Massimo dove era in corso la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico alla presenza del premier Matteo Renzi. Gli studenti e gli attivisti dei centri sociali, partiti da piazza Pretoria, sono entrati in contatto con le forze dell'ordine dopo che dal corteo erano stati lanciati alcuni petardi. Un'altra manifestazione di protesta, che si è svolta invece senza incidenti in via Ruggero Settimo, a poca distanza dal Teatro Massimo, ha visto la partecipazione di docenti precari della scuola dell'infanzia, ricercatori universitari e studenti dell'Udu e della Rete degli studenti medi", come riferisce l'Ansa. 

Palermo, 22 ottobre 2016 - "Il tour della politica ridotta a spettacolo di infimo livello - dopo lo show a stelle e strisce, con la partecipazione "straordinaria" dell'insulso Benigni e del sindaco pro immigrazione di Lampedusa - conduce nuovamente in Sicilia, a Palermo e a Messina, Matteo Renzi. Il messaggio di benvenuto di Forza Nuova è esplicito: Renzi torni da Obama, il Sud è alla fame", lo afferma in una nota il responsabile palermitano del Movimento, Massimo Ursino. "I dati diffusi dalla Caritas e dalla fondazione Migrantes qualche giorno fa fotografano un Meridione che è costretto a ricorrere agli aiuti alimentari e all' emigrazione giovanile; le visite del terzo primo ministro non eletto dagli italiani in uno scenario drammatico come quello attuale sono un insulto, che torni in USA a raccogliere i consensi di un ormai ex Presidente, le campagne referendarie a favore della definitiva svendita della Sovranità Nazionale non interessano chi lotta ogni giorno per la sopravvivenza".
"Forza Nuova - conclude Ursino - continua la sua battaglia a favore del NO al referendum Renzi-Boschi, presto anche a Palermo i banchetti per spiegare le ragioni della nostra opposizione alla deriva autoritaria di cui il premier è l'interprete principale".

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