Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ISTAT COME JONNHY STECCHINO: LA PIAGA CHE INFAMA L’ITALIA È IL TRAFFICO

22/11/2016 - Secondo l'Istat, per la prima volta dopo 5 anni migliorano le stime relative al giudizio delle famiglie sulla soddisfazione per le condizioni di vita. In realtà la soddisfazione per la propria vita diminuisce vertiginosamente all'aumentare dell'età, per cui gli unici che risulterebbero soddisfatti sono il 54,1% dei giovani tra 14 e 19 anni e il 34,4% degli ultra 75enni. Insoddisfatti risulkterebbero i "giovani adulti" e i "giovani anziani" (rispettivamente 35-44 e 65-74 anni): in entrambi i casi la quota di coloro che indicano punteggi più alti è superiore rispetto alla classe di età che li precede. Non si rilevano invece nei livelli di soddisfazione significative differenze di genere tra maschi e femmine.

La soddisfazione per la propria vita diminuisce all'aumentare dell'età: nel 2016, aumenta anche la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica invariata (dal 52,3% del 2015 al 58,3%) o migliorata (dal 5,0% al 6,4%) e le proprie risorse economiche adeguate (dal 55,7% al 58,8%).
L'Istat rileva tra le preoccupazioni la criminalità (38,9%) è il problema principale delle famiglie, seguono l'inquinamento dell'aria (38%) e il traffico (37,9%), come a palermo nel film di Benigni, Johnny Stecchino. In lieve aumento anche la soddisfazione degli occupati per il lavoro:
aumenta anche la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica invariata (dal 52,3% del 2015 al 58,3%). Tra le altre fonti di preoccupazione per gli italiani c’è la difficoltà di parcheggio (37,2%), la sporcizia nelle strade (33%), la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (32,9%) e la presenza di rumore (31,5%).
In generale sono in aumento le segnalazioni di problemi relativi alla sporcizia nelle strade (era il 31,6%) e alle difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (30,5%).
E’ significativo anche rispetto al 2015 che scenda la percentuale delle famiglie che dichiarano presenza di rischio di criminalità E’ un problema segnalato soprattutto al Centro, al Nord le famiglie sottolineano come problema l'inquinamento dell'aria (42%), a seguire la criminalità.


Nelle regioni del Centro, oltre alla presenza di criminalità, i problemi più sentiti sono il traffico (42,6%) e le difficoltà di parcheggio (40,8%).
Traffico e parcheggio sono segnalati anche dalle famiglie del Mezzogiorno (rispettivamente 37,9% e 38,7%), dove ha un peso anche la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (37,6%).

Nel 2015 l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (-42.931 milioni di euro) è stato pari al 2,6% del Pil, in diminuzione di circa 5,5 miliardi rispetto al 2014 (-48.482 milioni di euro, corrispondente al 3,0% del Pil). Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari al 1,5% del Pil, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al 2014. L'incidenza sul Pil della spesa per interessi si è attestata al 4,2% del Pil, con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al 2014.

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